Il Tirreno

Atti sessuali sulle sue due bambine

Atti sessuali sulle sue due bambine

Sotto processo il padre, le accuse emerse grazie a due psicologhe che hanno raccolto i racconti delle figlie

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CARRARA. L’accusa è gravissima: atti sessuali con minorenni. Sotto processo, un padre di meno di 50 anni, le minorenni sono le sue due figlie. E’ una vicenda delicatissima quella che è all’esame del tribunale di Massa, e sulla quale si è uno stretto riserbo per mantenere il più possibile protette le due vittime di questi abusi.

I fatti contestati risalgono al 2009, entrambe le figlie avevano meno di dieci anni, e fra le due piccole ci sono alcuni anni di differenza. A quanto è emerso, sarebbe stata la più piccola ad avere i primi problemi psicologici, ma nessuno poteva immaginare quale potesse essere la causa di questi disagi, per cui fu affidata alle cure di una neuropsichiatrica. La più grandicella invece mostrava paura a restare nei luoghi chiusi, voleva sempre le porte aperte, non voleva salire sugli ascensori e soprattutto quando c’era il padre non voleva che si chiudessero le porte delle camere. Anche in questo caso è stata attivata una consulenza psicologica. Piano piano, poi, sono emersi alcuni particolari angoscianti, sconvolgenti.

Dai colloqui protetti e dalle perizie svolte sia sulle piccole, sia sul genitore (che è stato dichiarato capace di intendere e di volere), si è arrivati al rinvio a giudizio per atti sessuali su minorenni. La pm titolare è la dottoressa Alessandra Conforti.

Il genitore da tempo è stato allontanato dalle due figlie. Per il momento, in udienza sono state sentite le psicologhe che hanno seguito le due piccole, mentre nella prossima udienza sarà ascoltata la specialista incaricata di definire quale tipo di atti sessuali siano stati compiuti sulle due piccole indifese.

Tutte le udienze sono a porte chiuse, di fronte al collegio giudicante presieduto dal giudice Giovanni Sgambati.

Qualora le accuse fossero confermate, il padre rischia una condanna dai sei ai dodici anni, in quanto scatterebbe l’aggravante prevista dal fatto che al momento delle contestazioni entrambe le figlie non avevano ancora compiuto i dieci anni.

Una vicenda terribile, nella quale ovviamente non forniamo particolari sulla età precisa e sulla residenza del genitore per evitare che in qualche modo possano essere riconoscibili i protagonisti. Quello che emerge è che è stato determinante, per interrompere gli abusi, il coinvolgimento di professioniste preparate che hanno saputo cogliere quali potevano essere i motivi di disagio delle due bambine, e che con tatto, sono riuscite senza forzare a far emergere un quadro indiziario che ha portato il padre a processo.

E’ bene precisare che si tratta in ogni caso di accuse da provare nel dibattimento, la prossima udienza dedicata alla perizia fisica sulle bambine, e alla discussione, sarà quella decisiva per il verdetto di primo grado. (m.b.)

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