Il Tirreno

Marmo, nasce l’osservatorio dei prezzi

Marmo, nasce l’osservatorio dei prezzi

Passa la mozione di maggioranza che lo inserisce nel nuovo regolamento, l’opposizione voleva coinvolgere la Finanza

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CARRARA. Un traguardo comune ma strade diverse per raggiungerli: com’era prevedibile, maggioranza e opposizione si dividono sulle modalità di istituzione dell’Osservatorio sui prezzi del Marmo. Dai banchi della minoranza partono attacchi durissimi ma l’unica sorpresa la fa Giuseppe Scattina (Fds) che dopo aver “strigliato” l’amministrazione, vota a favore sia della mozione della maggioranza, sia di quella dell’opposizione. Anche quando l’obiettivo sembra essere lo stesso, ovvero monitorare meglio gli introiti derivanti dal lapideo, istituendo un osservatorio ad hoc, maggioranza e opposizione non riescono a trovare un percorso comune e condiviso ma, al contrario, si scambiano attacchi feroci: così in occasione della seduta del consiglio comunale, le due ali dell’assise si sono date battaglia sulle due mozioni presentate per l’istituzione di un Osservatorio sul marmo.

Il documento messo a punto dal Movimento5Stelle insieme a Claudia Bienaimè (Carrara Bene Comune, Fabbrica della Sinistra, Verdi e Idv) chiedeva il coinvolgimento di «Guardia di finanza, Agenzia delle entrate e camera di commercio per istituire – subito - un osservatorio sui prezzi del marmo che possa approfondire e rendere maggiormente trasparenti le valutazioni dei materiali lapidei e i prezzi praticati sul mercato»; il testo della maggioranza, sollecitava più semplicemente a «prevedere nel nuovo Regolamento degli Agri Marmiferi, l’istituzione di un Osservatorio dei Prezzi capace di offrire una base scientifica e puntuale per la valutazione degli stessi».

Differenze puramente formali? Mica tanto a giudicare dal dibattito che si è scatenato subito dopo la lettura delle due mozioni. «L’obiettivo è comune ma la vostra formula rischia di confondere la parte istituzionale, affidata alla politica, con quella dei controlli» ha spiegato il presidente della commissione Marmo, Massimo Menconi, (Fds), bocciando l’idea del coinvolgimento delle fiamme gialle e dell’Agenzia delle Entrate. Dopo aver “confessato” di aver già sbirciato il testo del nuovo Regolamento degli Agri messo a punto dall’amministrazione, Menconi ha garantito che in quel documento è già previsto un Osservatorio, che non si limiterà a monitorare i prezzi dei materiali, ma avrà funzioni più ampie.

Bienaimè: ogni giorno mancano 10mila euro.Rassicurazioni quelle del presidente della commissione Marmo che non hanno affatto tranquillizzato l’opposizione: a illustrare nel dettaglio le perplessità della minoranza ci ha pensato Claudia Bienaimè, con un intervento ricco di numeri. «Sono passati 605 giorni dall’inizio di questa consigliatura, 200 dalla promessa di un nuovo Regolamento degli Agri e ogni giorno le casse del Comune perdono 10 mila euro perché i Beni estimati non pagano le tasse, per un totale di 2,1 milioni in meno da luglio a oggi» ha attaccato la consigliera, sottolineando come l’Osservatorio sia uno strumento indispensabile per monitorare, e quindi aumentare, il gettito proveniente dal lapideo. «Non istituire l’osservatorio significa continuare a tenere il sacco a chi lavora le cave nel disprezzo dei cittadini» ha dichiarato la Bienaimè. E per ribadire che, secondo l’opposizione, la questione dei controlli è fondamentale, Federico Bonni (M5S) ha presentato un emendamento alla mozione della maggioranza, per chiedere appunto di prevedere la collaborazione con Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate.

L’intervento di Giuseppe Scattina (Fds). Il primo intervento dai banchi della maggioranza è stato quello di Giuseppe Scattina (FdS) che ancora una volta ha confermato di essere una voce “fuori dal coro”: «Tutto quello che dirò è perché mi attengo al programma elettorale della coalizione che ha sostenuto il Sindaco e la sua Giunta», ha esordito il consigliere, annunciando il suo voto favorevole a «un ordine del giorno, chiunque lo presenti, per l’istituzione di un Osservatorio sui prezzi del marmo». Ma l’esponente della Federazione della Sinistra non si è fermato qui e dopo aver sollecitato il consiglio a «domandarsi da che parte sta», se da quella di «chi non vuole più mettere le mani nelle tasche dei nostri concittadini» oppure con coloro che danno «in concessione il nostro bene comune a pochi imprenditori senza pretendere un giusto ritorno economico».

L’assessore: si potrebbe fare anche subito... Una piccola apertura al dialogo è arrivata dal vicesindaco Andrea Vannucci, titolare della delega al marmo, che dopo aver ribadito la difficoltà della materia – dai Beni Estimati alle modalità di determinazione del valore dei materiali lapidei – ha spiegato che l’amministrazione contempla sì l’istituzione di un Osservatorio di Settore nel nuovo Regolamento degli Agri ma che «un osservatorio sui prezzi si può fare anche subito» andando ad ampliarne poi, in una seconda fase, le funzioni.

Passa la mozione della maggioranza. Concluso il dibattito è stata la volta dei voti: la mozione dei 5 Stelle e della Bienaimè è stata respinta ma è riuscita a incassare - oltre ai voti favorevoli di tutta l’opposizione – anche un “sì” dai banchi della maggioranza, quello – annunciato – di Giuseppe Scattina; respinto anche l’emendamento presentato da Bonni; approvazione, scontata, per la mozione di Menconi, votata anche da Scattina e su cui l’opposizione si è astenuta. Nel testo, in premessa si ricorda che sul territorio comunale e regionale vi sono “soggetti dotati di centri studi, specializzazioni e ricerca nel settore”. Pertanto, si invitano sindaco e amministrazione comunale «a prevedere nel nuovo regolamento l’istituzione di un osservatorio dei prezzi capace di offrire una base scientifica e puntuale per la valutazione degli stessi».

Cinzia Chiappini

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