Il dolore
Statua rubata, assolto grazie... a una macchia
CARRARA. Era finito a processo (e pure condannato) per ricettazione di un’opera d’arte. Una copia di una statua di Guidarello Guidarelli (è stato un condottiero italiano al servizio di Cesare Borgia...
CARRARA. Era finito a processo (e pure condannato) per ricettazione di un’opera d’arte. Una copia di una statua di Guidarello Guidarelli (è stato un condottiero italiano al servizio di Cesare Borgia ed è famoso per la lastra tombale che lo rappresenta, oggi conservata nella Pinacoteca di Ravenna, da sempre oggetto di grande attenzione per la bellezza del volto) infatti era stata rinvenuta nella sua abitazione e la scultrice che l’aveva scolpita sosteneva fosse la sua.
Quella che era stata trafugata dal laboratorio souvenir di Colonnata.
Lui, Alessandro Bassi, ha sempre sostenuto che quell’opera, copia di una scultura molto famosa, era stato lui a scolpirla, ma, in primo grado (in tribunale a Carrara davanti al giudice Maurizio Mauceri) era arrivata la condanna.
L’uomo, assistito dall’avvocato Rinaldo Reboa è ricorso in appello. E la sentenza di secondo grado ha ribaltato la prima: è arrivata, infatti, l’assoluzione.
In sostanza è stata rilevata la contradditorietà fra la data del presunto furto della scultura (aprile 2006) e la deposizione di alcuni testimoni che hanno dichiarato di aver visto quella copia del Guidarelli a casa del Bassi già nel dicembre del 2005.
Non solo, nel corso dell’udienza era emerso che la scultura in questione, quella che l’accusa (in primo grado) sosteneva fosse stata rubata, riportasse sul naso una macchia di lardo, ricordo delle tante esposizioni alla sagra del famoso salume in quel di Colonnata.
Ma l’esistenza di quella macchia, secondo la difesa, non sarebbe mai stata comprovata.
Insomma alla fine anche a causa della macchia (mancante) di lardo, nella sentenza di secondo grado è caduta l’accusa di ricettazione. E per l’autore della copia di Guidarello Guidarelli è arrivata anche l’assoluzione.
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