Sicurezza
Una casa della cultura a Palazzo Rosso
La proposta delle associazioni carraresi a partire dai mazziniani: si cercherà di coinvolgere la cittadinanza e gli industriali
CARRARA. Una casa della cultura e delle associazioni a Palazzo Rosso, lo stabile - uno degli edifici di maggior pregio della città - sede dell’ex bliblioteca chiuso ormai da più di tre anni.
I rappresentanti di una serie di associazioni e istituzioni culturali - capofila l’Ami, l’Associazione mazziniana italiana - hanno incontrato nei giorni l’ingegner Piero Pregliasco, in quanto erano venuti a conoscenza che il professionista, assieme all’ingegner Sarah Scaletti, aveva già affrontato il problema della stabilità dell'edificio, facendo un rilievo accurato della struttura e dello stato fessurativo, consegnato in Comune nel gennaio 2010.
Tale studio aveva evidenziato varie criticità della struttura portante; avrebbe dovuto seguire, a questa prima fase, la fase delle indagini sui materiali e poi la redazione del progetto vero e proprio con gli interventi da realizzare.
I rappresentanti delle associazioni si sono informati anche sui possibili costi che richiederebbe una messa in sicurezza dell’edificio e quindi poterlo restituire all’uso pubblico, ma su questo punto una risposta precisa non è possibile perché servono ulteriori analisi sulla base delle quali poi predisporre un progetto esecutivo.
Ma il segnale alla città è sicuramente forte. Le associazioni e le istituzioni che hanno risposto all’appello dell’Ami sono: La Lugnola, Fiap, Archivio Germinal, Anpi, Accademia Aruntica, La Chimera, Comunità Svizzera, Accademia Albericiana, Amici della Lirica.
Tecnicamente, la proposta scaturita dall’incontro è quella di chiedere all’amministrazione comunale di concedere in comodato d’uso il palazzo della ex biblioteca civica ad un consorzio di associazioni culturali cittadine, con l’obiettivo di trasformare lo stabile in un “palazzo della cultura”, in cui ad esempio - come richiesto specificatamente - l’Anpi e l’Archivio Germinal potrebbero rispettivamente realizzare una mostra permanente e, il Germinal, tenere l’archivio e la biblioteca.
L’obiettivo è duplice: offrire uno spazio alle associazioni per rivitalizzare le attività culturali a Carrara; valorizzare un edificio di pregio del centro storico.
Vi è anche un’ulteriore proposta in campo: invitare la cittadinanza a fare una sottoscrizione per dare un contributo a favore dei lavori di ripristino, con una forma di crowfunding. In piena trasparenza, sapendo dove vengono destinati i soldi raccolti, la cittadinanza potrebbe contribuire alla rinascita dello stabile e a dare una casa a tante istituzioni e associazioni cittadine.
I rappresentanti dell’Ami, tirando un po’ le fila della discussione, sono convinti che ogni singola associazione, lavorando in sinergia con le altre operanti a Carrara, potrà ottenere maggiore visibilità per sé e per il progetto del ripristino del palazzo.
In questo modo, inoltre, si augurano che si valorizzi il centro storico della nostra città e si contribuisca a rendere più viva la vita culturale.
Ovviamente, le associazioni cittadine con questa uscita pubblica si rivolgono sia all’amministrazione comunale, perché proprietaria e perché possa riprendere le fila del percorso di ristrutturazione, sia ai privati, come gli imprenditori del marmo, perché possano dare un loro contributo fattivo.
L’edificio, nel complesso, potrebbe sicuramente avere spazi sufficienti per tutti: comprendendo il piano terra (dove si trovava la sede della circoscrizione, per intendersi), fino al sottotetto che ospitava l’ufficio marmo, complessivamente sono almeno 1.500 metri quadrati utili. Una volta a regime, il Palazzo Rosso sarebbe anche attrattiva turistica e esempio vivente di “storia di Carrara”, ogni stanza, ogni sede di associazione sarebbe uno specchio di una parte della nostra città, a formare un tutt’uno di sicuro spessore.
E poi c’è il tentativo di coinvolgere la gente e gli internauti con il lancio di una sottoscrizione sul web. Servirà tempo e serviranno soldi: difficile sbilanciarsi, ma probabilmente ci vorrà almeno un milione di euro. Ma fondamentale sarà partire, con le analisi sullo stabile e con il progetto.
Per Carrara, potrebbe essere una partita determinante per il rilancio del centro cittadino, e anche della sua identità.
Massimo Braglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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