Il dolore
Tre stipendi, ma si fingevano poveri
Denunciato il capofamiglia: aveva omesso due redditi per ottenere il contributo affitto. Ma i falsi sono sempre di più
MASSA. Caccia ai falsi poveri. Uno degli obiettivi principali della guardia di finanza per il 2014. Del resto i risultati dell’anno passato invogliano a continuare a indagare su questo fenomeno che oltre a drenare risorse agli enti esclude numerose persone che avrebbero diritto a un aiuto economico. È il caso di una famiglia massese che è finita nei guai perché percepiva dal Comune un contributo di 500 euro per l’affitto. Dichiarava soltanto un reddito, ma in realtà ne aveva ben tre, visto che i due figli lavoravano.
Le fiamme gialle hanno scovato l’inghippo incrociando i dati dell’anagrafe con quello che individualmente i componenti del nucleo familiare dichiaravano all’erario. Il contributo è stato tolto immediatamente e assegnato a un’altra famiglia che ne aveva effettivamente bisogno. Ma è soltanto uno dei 29 casi scovati dai finanzieri del colonnello Giovanni Fiumara nel corso degli ultimi dodici mesi.
Altro settore particolarmente battuto dai falsi poveri è quello che riguarda l’istruzione: autocertificazioni al ribasso per le richieste di borse di studio o per le tariffe della mensa super scontate. Anche qui il trucco è quello di non cumulare il reddito dei vari componenti della famiglia. Ed ecco la mamma che faceva finta di essere praticamente a reddito zero per avere il pasto all’asilo gratis. Peccato che la donna vivesse con il compagno, che poi era il padre della bimba, che guadagnava più di duemila euro al mese. Anche in questo caso privilegio cancellato. Non solo: i due genitori hanno dovuto risarcire le casse comunali degli sconti di cui avevano usufruito senza avere i requisiti per entrare nella fascia protetta.
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