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Passi avanti per la variante a Cinquale. Petracci: ammessi ampliamenti del 20%, ma con interventi di riassetto idraulico
MONTIGNOSO. Va avanti l’iter burocratico che porterà ad una nuova variante urbanistica in zona Cinquale: uno strumento che permetterà, dopo molti anni, di rimettere mano a fabbricati già esistenti, a ristrutturazioni o ampliamenti, tutti interventi rimasti ingessati all’interno dell’area Asip (aree strategica per interventi di prevenzione) di Montignoso. Nei giorni scorsi - spiegano all’ufficio urbanistica - si è conclusa la procedura di valutazione degli effetti ambientali (Vas), relativa alla variante per il recupero del patrimonio edilizio esistente, finalizzata ad incrementare la fattibilità di interventi in ambiti Asip. Superato lo scoglio Vas, la procedura può andare avanti. L’area interessata è quella, ormai famosa, in cui ricade la tombatura del Fescione, alla Fossa del sale. Da molti anni in quella zona, all’interno di una fascia di circa 10 metri, per effetto del Pai (Piano assetto idrogeologico) regionale, non si può effettuare alcun tipo di intervento sugli immobili di proprietà. Durante una delle ultime seduta di consiglio comunale del 2013, furono però approvati due importanti atti: la richiesta di assoggettazione a Vas per due varianti urbanistiche, la prima riguardante i sottotetti, la seconda il recupero del patrimonio edilizio di questa piccola fascia in località Cinquale. L’obiettivo dell’amministrazione è quello di mettere in cantiere entrambi le varianti urbanistiche, la prima per allinearsi alla legge regionale 5/2010 che prevede il recupero dei sottotetti da rendere abitabili, la seconda che permette un ampliamento pari massimo al 20% di edifici residenziali in fascia Asip. Adesso che la variante per la fascia Asip non deve passare attraverso la valutazione ambientale strategica, il comune procede spedito. I tempi non sono comunque brevi: l’amministrazione ha chiesto al Genio Civile una serie di studi idrogeologici per rendere il più efficaci e migliorativi possibili i futuri interventi di trasformazione del patrimonio edilizio esistente. «Nessuna nuova costruzione - specifica però l’assessore all’urbanistica Eleonora Petracci - soltanto un riassetto degli edifici già esistenti, con particolare attenzione alla riduzione del rischio idraulico; in particolare saranno ammessi interventi di adeguamento funzionale, ampliamenti del 20% dell’esistente, purché comprensivi di un progetto di sistemazione ambientale che garantisca il miglioramento della funzionalità idraulica, attraverso interventi come la stombatura e riprofilatura dell’alveo, l’eliminazione di recinzioni o quant’altro possa costituire ostacolo al naturale deflusso delle acque».
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