Il Tirreno

Raid e danni al negozio Bike Station

Raid e danni al negozio Bike Station

Dopo il furto notturno di bici per un valore di 30mila euro il locale ha subìto un principio di incendio causato da un fabbro

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SARZANA. «Piove sul bagnato, o meglio, brucia sulla merce che non mi è stata rubata».

Malgrado la disavventura di aver subìto il secondo furto nell’arco di un anno, Luca Storti, 37enne titolare del negozio Bike Station che ha le vetrine lungo via Cisa, nei pressi della rotatoria dell’Ipercoop, non si perde d’animo.

«Mi hanno rubato una quindicina di costose biciclette il cui valore ammonta a oltre 30mila euro - dice il commerciante - che, assommate a quelle che mi hanno portato via a febbraio dello scorso anno, fanno salire a più di 60mila euro la cifra in ballo. In più i ladri hanno causato danni ingenti ai cancelli, alle serrande metalliche e alle vetrate del negozio. Poi, come se non bastasse, un successivo incidente ha provocato un principio di incendio che, seppur non causando danni ai locali, ha comunque fatto un buon lavoro, per così dire».

Ma riepiloghiamo quanto accaduto in due distinti espisodi.

Attorno alle 4 della notte tra martedì e mercoledì scorsi, il sistema di allarme di cui è dotato Bike Station è stato attivato da malviventi che, con l’ausilio di arnesi da scasso, sono penetrati nel negozio, facendo poi man bassa di biciclette sportive e non, caricandole su un furgone che avevano all’esterno.

Sul posto sono subito giunti una autopattuglia dell’istituto di vigilanza La Lince, i carabinieri e lo stesso Luca Storti, il cui cellulare è collegato con l’impianto di allarme.

«La scena che si è presentata ai miei occhi - racconta Storti - era simile a quella vista un anno prima. Negozio a soqquadro, infissi e cancelli divelti e scaffali semivuoti. CVomunque mi sono fatto coraggio e per tutto la note ho lavorato per sistemare quanto potevo, oltrechè restare di guardia dato che le porte erano state forzate. Poi, al mattino presto, ho chiesto l’intervento di un fabbro per far saldare i cancelli in ferro che erano stati forzati. Ed è proprio durante questa operazione che ho subìto la seconda mazzata. Mentre stava saldando, il fabbro ha inavvertitamente fatto incendiare un tavolone di legno che era vicino alla porta. Solo un piccolo fuoco ma sufficiente a causare danni dato che, dovendo usare l’estintore di dotazione al negozio, i locali sono stati letteralmente coperti da uno strato di polvere difficile da rimuovere. Infatti ho dovuto portare all’esterno tutte le bici restanti, circa 150, per poterle lavare. In più, poi, gli indumenti sportivi che tengo sugli scaffali, anch’essi impolverati all’inverosimile. Dovrò far lavare tutto, con conseguente grossa spesa, oltrechè tenere chiuso il negozio per qualche giorno. Di certo un doppio danno»

Fabrizio Palagi

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