Sicurezza
La Pietà di Fabre grande esclusa
Non fa parte della mostra e del catalogo “Ri-conoscere Michelangelo”
CARRARA. La Pietà di Jan Fabre, realizzata a Carrara nel 2011, è la grande esclusa dalle 148 opere esposte alla mostra “Ri-conoscere Michelangelo”, inaugurata lo scorso 18 febbraio alla Galleria dell’Accademia a Firenze e curata da Monica Maffioli e Silvestra Bietoletti. L’esposizione, organizzata da Soprintendenza, Accademia delle Arti del Disegno, Museo Alinari, ed Ente Cassa di Risparmio di Firenze, resterà aperta fino al 18 maggio, per celebrare i 450 anni dalla morte di Buonarroti, attraverso sculture, opere pittoriche e fotografie realizzate dai primi dell’800 ai giorni nostri ed influenzate dalla sua arte. La rassegna include diversi artisti contemporanei, come Adolfo De Carolis, Medardo Rosso, Auguste Rodin, Henri Matisse, Carlo Mollino, Romano Cagnoni, Helmut Newton, Gabriele Basilico, Lise Sarfati, Kim Ki-duk, e Youseff Nabil, ma non Fabre e la sua versione della Pietà, mai citati neppure nel catalogo della mostra. Eppure “Sogno compassionevole” (nella foto), scultura scolpita dall’artista fiammingo negli Studi Michelangelo di Franco Barattini in marmo statuario Polvaccio, lo stesso della Pietà di Michelangelo ed esposta tre anni fa alla scuola grande della Misericordia di Venezia, in occasione di una delle mostre collaterali della 54ª Biennale, è davvero una delle rielaborazioni più interessanti ed inquietanti dell’arte michelangiolesca. Fabre fornisce infatti una sua rilettura della Pietà di Michelangelo, in cui il volto della Madonna è un teschio che, anziché stringere tra le braccia il Cristo morto, sorregge lo stesso autore, raffigurato in abito da sera, in fase di avanzata decomposizione e mentre tiene in mano un cervello. L’opera, poi, oltre che al capolavoro di Michelangelo, appare ispirata anche ad un prodotto tipico della cultura popolare: il fumetto. Già, perché essa, inaspettatamente, ricorda molto l’illustrazione di copertina di un albo di supereroi pubblicato in Usa quasi 30 anni fa dalla Marvel Comics, in cui è visibile una scena che graficamente richiama anch’essa la Pietà michelangiolesca, raffigurando, già allora, Maria con il volto di un teschio. Stiamo parlando de “La morte di Capitan Marvel”, scritto e disegnato dal fumettista e romanziere Jim Starlin nel 1982, pubblicato per la prima volta in Italia nel 1990 dalla casa editrice Play Press di Roma.
«L’esclusione della Pietà di Fabre da una mostra volta a celebrare l’ispirazione michelangiolesca nell’arte contemporanea - commenta Luciano Massari, direttore artistico dei laboratori Michelangelo e docente di scultura all’Accademia di Belle Arti - appare assai strana, perché si tratta di un’opera di importanza fondamentale, realizzata con estrema precisione. Le dimensioni del volto della Madonna e quelle del corpo dell’artista sono modellate sulla Maria e sul Cristo dell’originale michelangiolesco. L’unica spiegazione possibile, visto che non c’è neppure un richiamo fotografico, è che probabilmente Fabre e il suo lavoro seguono un percorso diverso da quello che hanno in mente le curatrici dell’evento».
David Chiappuella
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