Il Tirreno

Fossi e canali, nuova offensiva anti cemento

Fossi e canali, nuova offensiva anti cemento

Dopo Ricortola e Calatella, adesso Palazzo civico ha puntato gli occhi su Brugiano e Fosso Conti

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA.

Adesso il Comune punta gli occhi sul Brugiano e su canali e canaletti che nel Brugiano si immettono. Una fotografia dettagliata di tombature, recinzioni e cementificazioni. Risultato: gli uffici verificano che la funzionalità idraulica del fosso Conti, a Bondano, non è delle migliori.

Ecco allora tre determinazioni dirigenziali con cui l’amministrazione chiede ai proprietari di terreni di rimuovere qualsiasi opera ostacoli o renda più difficoltoso il deflusso delle acque. Tempo concesso 60 giorni. Del resto sul tema, dopo la terribile alluvione del novembre 2012, la soglia di attenzione è altissima.

A Massa c’è chi il canale ce l’ha addirittura in giardino, magari proprio lungo il confine che separa la proprietà da quella del vicino e per entrare in casa ha dovuto realizzare una passerella con tanto di gettata in cemento e pavimentazione. Lo ha fatto - in molto casi è così - bussando alle porte di Provincia e Genio Civile: ha presentato domande, atteso autorizzazioni e realizzato l’opera solo dopo il via libera. Gli anni sono passati, sui temi ambientali la sensibilità è cambiata - seppur non abbastanza - e soprattutto il territorio ha fatto i conti con frane e alluvioni, figlie del dissesto idrogeologico. Ecco allora una pioggia - metafore a parte - di ordinanze che impongono l’addio alle tombature (o tombinature) dei fossi: chi ha incanalato l’acqua, adesso deve ripristinarne - e a proprie spese - il corso naturale. Addio al cemento. Gli occhi sono puntati prima sulla zona di Ricortola, devastata dall’alluvione del novembre 2012: 8 ordinanze per la rimozione delle opere lungo il Bozzone, poi altri 40 atti che riguardano, invece, un altro canale di bonifica, il Calatella a mare. Chi ha realizzato tombature, anche con il sì degli enti competenti, deve rimuoverle. E deve farlo entro 60 giorni dalla notifica dell’atto. Chi non si mette in regola rischia multe salate e un’azione penale. Insomma, la questione potrebbe finire nelle aule di tribunale.

Adesso altri atti dirigenziali per il ripristino della funzionalità idraulica del fosso Conti. Una risposta anche alle richieste dei comitati degli alluvionati che chiedono all’amministrazione di non abbassare la soglia di guardia e di puntare l’obbiettivo su canali e fossi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web