Il dolore
Avenza mobilitata per salvare le “suorine”
Le Orsoline della scuola materna Finelli richiamate a Verona dopo 88 anni: la crociata del paese
CARRARA. Le suore Orsoline rischiano di lasciare Avenza, dopo 88 anni. Dopo essere diventate un punto fermo, un autentico patrimonio per la scuola materna, la parrocchia e per la comunità. Crisi di vocazioni e età media, delle sorelle, che avanza: è per questo che la madre generale ha richiamato le monache a Verona, nella sede centrale del loro ordine. Ma il paese intero, il parroco don Marino Navalesi, il sindaco Zubbani, il vescovo Giovanni Santucci e il presidente della fondazione onlus Carlo Finelli, professor Egidio Comi, si mobilitano a difesa delle suorine. Un risultato è stato già ottenuto: il rientro delle suore a Verona era stato previsto il prossimo agosto. Su insistenza della Fondazione sarà invece posticipato all’agosto del 2015.
La vicenda. La vicenda parte da metà gennaio, con una visita della madre regionale ad Avenza e all’asilo gestito dalla Fondazione Finelli onlus, da sempre, per chi abita ad Avenza, l’”asilo delle suore”. È qui che lavorano e vivono le tre sorelle: suor Gelsomina, che gestisce la scuola, suor Agnesita, la madre superiora, e suor Angioletta. Durante la visita viene avanzata l’idea di riportare le Orsoline a Verona, a causa della crisi delle vocazioni e l’impegno di alcune monache giovani nelle missioni umanitarie all’estero. La proposta si concretizza, pochi giorni fa, con una lettera ufficiale, questa volta della madre generale (esposta nella bacheca della parrocchia di San Pietro) in cui viene comunicata la volontà di richiamare le suore di Avenza a Verona. Quanto basta per fare nascere un vero e proprio caso. Tanto che proprio il parrocco di Avenza storica, don Marino Navalesi, ne ha parlato dal pulpito, al termine della messa domenicale. Spiegando per filo e per segno l’accaduto. E ribadendo la volontà di trattenere in paese un presidio religioso così importante. Quelle suore che, ricordano i parrocchiani e non solo, durante la guerra preparavano ad Avenza fino a 200 pasti caldi al giorno per chi non aveva più niente. La vicenda è bene presto uscita dalle mura dalla chiesa, anche perché la Fondazione Finelli onlus, presieduta dal professor Egidio Comi, vanta alcuni rappresentanti del Comune, altri della parrocchia e, naturalmente le suore. Il sindaco si è impegnato a portare avanti, nelle sedi opportune la richiesta di mantenere il presidio delle Orsoline ad Avenza. E don Marino, per dare ancora più impeto al proprio impegno in favore delle “suorine” annuncia che presto si recherà a Verona, per parlare con la madre generale.
Fondazione Finelli: rispetteremo la volontà del fondatore. Il professor Egidio Comi, presidente della fondazione onlus Carlo Finelli parla chiaro. E legge lo statuto che, prevede di rispettare le volontà del fondatore, Carlo Finelli. “Lascio la mia casa di abitazione al comunello di Avenza e parrocchia, per bambini ambosessi, per leggere, scrivere e dottrina cristiana”: queste le parole impresse nelle lapide che troneggia sulla scuola materna che ospita 100 bambini (e 30 per il doposcuola). «Vogliamo che queste parole vengano rispettate - spiega il professor Comi - Lo ribadiremo nell’assemblea convocata con i genitori per il prossimo martedì, proprio nella sede della materna». E aggiunge: «Abbiamo già ottenuto di ritardare la partenza delle suore ad agosto del prossimo anno - annuncia - ma quello che vorremo è difendere l’indirizzo cattolico della Finelli».
L’impegno del sindaco. «Mi sono già attivato e ho scritto una lettera alla madre generale di Verona per chiedere di ripensare alla decisione di richiamare le suore di Avenza». Il sindaco Zubbani ribadisce il suo impegno per intercedere sulle decisioni dell’Ordine veneto: «sarebbe una perdita per l’intera comunità, non solo per Avenza». (a.v.)
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