Il dolore
Striscioni e fumogeni contro i sindaci del parco
Protesta di no tav, no cave e anarchici alla maxi riunione alla Marmoteca Zubbani fa uscire i contestatori: e sul piano ci confronteremo con Rossi
di Alessandra Vivoli
CARRARA
Striscioni, pentole sbattute, trombe da stadio e il lancio di un fumogeno. Un presidio in maschera, “Mardi gras del lapideo” così lo hanno chiamato, per protestare contro la riunione dei sindaci del parco delle Apiuane.
La contestazione. «Carrara è vicina alla morte civile. Negozi chiusi, case deprezzate: in 20 anni si è passati da settore marmo a distretto minerario. Questa attività da cavallette sulle Apuane deve finire».
È questa la dichiarazione di Giulio Milani, coordinatore dei No-cave, durante il presidio (a cui erano presenti anche esponenti dei no tav e del gruppo anarchico apuano Marco Camenisch) fuori dalla sala Marmoteca dove si stava svolgendo la riunione dei sindaci del parco delle Apuane.
«Vengono solo per mettersi d’accordo e chiedere lo stralcio delle cave dal piano regionale - ha aggiunto - Non ci hanno concesso di parlare, potevamo farlo solo per cinque minuti, alla fine della riunione. Preferiamo non farlo, la nostra risposta è “no grazie”». E dal presidio aggiungono: «Il paternalismo illuminato dei sindaci non ci interessa, vogliamo salvare le montagne e le sorgenti: non vogliamo ritrovarci come nel 1991, quando a Carrara arrivarono le autobotti». Qesti gli animi e le voci del presidio. In una quindicina sono entrati nella sala della Mamroteca con i costumi da Carnevale. Hanno appeso ai campioni di marmo, della sala di CarraraFiere che ospitava il tavolo istituzionale dei sindaci del parco. Striscioni di protesta, una caricatura di Zubbani con fascia tricolore su corpo da piovra.
Il corteo - composto tra gli altri da esponenti del gruppo Ferma la distruzione delle Alpi Apuane che sostiene l'omonima petizione su Avaaz da 10mila firme, dal Gruppo Anarchico Apuano Marco Camenisch e da militanti No Tav già presenti alla manifestazione di domenica scorsa a Campocecina - ha chiesto di poter parlare ai sindaci, ma Zubbani in persona ha concesso di poterlo fare solo in chiusura di lavori, a decisioni ormai prese.
A quel punto, è scattata la contestazione, con la lettura delle profezie dell'Apocalisse e dell'Antico Testamento come da grottesco copione carnacialesco, tra squilli di trombe e gran cassa di pentole e pentolacce.
Zubbani: ho tenuto fuori chi protestava. Comincia con l’assumersi la piena responsabilità di aver rimandato a dopo la riunione istituzionale il confronto (poi non avvenuto) con i no tav, gli anarchici e i no cave che, prima dell’inizio del tavolo alla Marmoteca avevano chiesto di poter prendere la parola.
«Sì, sono stato io a non farli entrare - spiega il sindaco Zubbani - si trattava di un tavolo istituzionale e come tale doveva svolgersi».
E sulle contestazioni commenta: «Il corteo è entrato dentro la Marmoteca , a questo non ha impedito il regolare svolgimento della riunione. Del resto era un’occasione molto importante, un tavolo coeso che rappresenta l’unità di un’intera realtà territoriale».E dall’incontro di Carrara sono già usciti degli impegni precisi: «A giorni chiederemo un nuovo incontro, il secondo, con il presidente della Regione Enrico Rossi - annuncia Zubbani - Nel frattempo sono stati eletti tre rappresentanti, io, il sindaco Ettore Neri di Seravezza e quello di Minucciano Domenico Davini per avviare il dialogo sul parco».
Partendo dal fatto - è stato ribadito nel corso della riunione - che il parco un suo piano ce l’ha già e pure condiviso. Quindi il confronto con la Regione non potrebbe prescindere da questo.
L’impegno dei sindaci sul parco. «Usciamo da questo incontro con due punti fermi: per prima cosa vogliamo ribadire che il tavolo istituzionale è questo e solo questo dove, peraltro c’è la piena unità di intenti di tutti i sindaci che operano nel comparto del parco delle Apuane. L’altro aspetto da cui non si può prescindere è che noi nel parco ci crediamo, e, proprio per questo si cercherà di trovare un confronto serio con il piano paesaggistico». Questo il commento a caldo di Michele Sillicani, il primo cittadino di Stazzema. Che aggiunge: «Gli industriali hanno la loro opinione, su questo bisogno essere chiari, noi un piano per il parco».
E, infine, per quel che riguarda le contestazioni che hanno accompagnato l’avvio della riunione: «Noi ci siamo incontrati seriamente, non per festeggiare Carnevale - conclude il sindaco Sillicani con solo un breve accenno alle contestazioni che hanno accompagnato la riunione - C’è chi è venuto in costume, forse per celebrare il martedì grasso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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