Il Tirreno

«Sì al distretto lapideo ma ci sono troppi consorzi per l’export»

«Sì al distretto lapideo ma ci sono troppi consorzi per l’export»

Le priorità nell’agenda di Dino Sodini eletto all’unanimità nuovo presidente della Camera di commercio

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CARRARA. Ricostruire il distretto del lapideo, collaborare con le pubbliche amministrazioni per attirare nuovi investimenti sul territorio e trasformare la Camera di Commercio in un “palazzo di vetro” della trasparenza. Sono queste le priorità indicate da Dino Sodini nel suo discorso di insediamento alla guida della Camera di Commercio provinciale. Eletto all’unanimità, il neo presidente, classe 1965, imprenditore da 30 anni nel settore della metalmeccanica, per 20 anni alla guida di Cna, Sodini ha aperto il suo discorso di insediamento garantendo «il massimo impegno e la massima disponibilità» per questo nuovo incarico, «perché il momento è davvero difficile: le imprese soffrono da anni una crisi terrificante e la Camera di Commercio deve dare delle risposte più velocemente possibile». E proprio rispetto ai tempi, Sodini si è impegnato a nominare la giunta nel giro di una quindicina di giorni, per iniziare a lavorare subito: quanto poi all’agenda della “nuova” Cciaa, qualche indicazione l’ha data subito, rivolgendosi al consiglio che l’aveva appena eletto. «La Camera di Commercio deve trattare gli imprenditori con il massimo riguardo e garantire la massima trasparenza», ha esordito Sodini, ringraziando e riconoscendo il buon lavoro fatto dai suoi predecessori. Pedina fondamentale per la comprensione e l’analisi delle dinamiche del nostro territorio l’Isr che, secondo Sodini, «dovrà essere ancor più valorizzato».

«Il lavoro che sta facendo Tecnomar su Nca, Emilio Ricci su Eaton, Cucinelli sulla D’Avenza e i progetti del Nuovo Pignone sono tutti elementi positivi e mi auguro che possano diventare una cinghia di trasmissione per altri investimenti». Secondo Sodini, la caccia ai contributi a pioggia, «è inutile perché il passato ci ha dimostrato che questo genere di investimenti ha dato solo risultati negativi, vedi Nasa e Tirrena»: secondo Sodini, piuttosto, l’ente camerale, «insieme alla pubblica amministrazione deve dare certezze sulle modalità di investimento, ridurre la burocrazia, permettere contratti più flessibili per le imprese che investono qui da noi». Sodini ha riservato un’ampia parte del suo intervento al capitolo marmo: «Questo settore è una croce e una delizia. C’è una forte spaccatura tra come lo percepiscono i cittadini e quello che fanno gli imprenditori. Dobbiamo rilanciare la filiera, perché – ha spiegato il neopresidente - anche in questo modo potremo ridistribuire il reddito e ricomporre la frattura tra le aziende e i cittadini».

E guardando poi alle polemiche delle ultime settimane, e al coro di voci che si è levato sulla questione del piano Paesaggistico della Regione Toscana, Sodini ha annunciato: «Lavorerò per rimettere in moto il distretto lapideo, che negli ultimi anni è rimasto senza dirigenti e organismi. In questo momento, se ci fosse un soggetto unico deputato a parlare per il marmo, sarebbe molto meglio che stare a sentire diverse sigle che intervengono per nome e per conto non si sa nemmeno di chi». Sodini ha poi auspicato una «razionalizzazione dei consorzi per l’export» perché, ha spiegato «è inutile che ce ne sia uno per ogni Camera di Commercio. Noi come area vasta costiera potremmo confluire in consorzi già esistenti, che hanno dimostrato tutta la loro efficienza». Insomma secondo Sodini, visto il momento difficile, è indispensabile razionalizzare e usare bene le risorse a disposizione, perché «in questi anni abbiamo visto che la montagna di soldi arrivata da Toscana promozione, Apt, Provincia e Camera di Commercio ha partorito solo dei topolini».

Sodini ha chiesto ai futuri membri della sua giunta, il massimo della disponibilità, garantendo loro «il massimo della disponibilità al confronto e alle scelte collegiali». Un esempio su tutti? La linea da seguire sul porto turistico: «Per 15 anni come presidente di Cna mi sono battuto a favore di quel progetto ma ora come presidente della Camera di Commercio cercherò una posizione condivisa». (c.ch.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA)

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