Il Tirreno

Rsa, nuovo allarme della Cisl: oblìo per gli infermieri in esubero

Mastorci e Trivelli accusano l’Asl di non aver rispettato l’accordo di istituire un tavolo di confronto il contenzioso riguarda il reimpiego del personale in eccedenza presso la comunità Tiziano di Aulla

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FIVIZZANO. «Infermieri Asl delle Rsa pubbliche in esubero che soluzione? Infermieri privati della Comunità Tiziano dimenticati?».

Lo chiede la segreteria territoriale Cisl Fp di Massa Carrara per voce di Enzo Mastorci e Pier Luigi Trivelli.

«La Cisl, nei giorni scorsi, aveva chiesto alla direzione dell’Asl, sebbene i tempi fossero già ristretti, di convocare un apposito tavolo per la tutela degli infermieri pubblici e di conseguenza di quelli privati, ove la soluzione dell’Asl fosse stata quella di impiegare gli esuberi pubblici presso la struttura Rsa Tiziano di Aulla - affermano Mastorci e Trivelli - la direttrice aveva garantito alla Cisl, incaricando ufficialmente il direttore della Società della Salute, di prendersi cura della questione e di istituire le relazioni sindacali necessarie a dirimere il nodo. Pur ritenendo una valida soluzione, quella di impiegare gli infermieri Asl presso la Comunità Tiziano, avevamo chiesto il tavolo di confronto perché è necessario trovare per questi ultimi una adeguata collocazione professionale. Avevamo chiesto di coinvolgere eventualmente la Don Gnocchi di Fivizzano, ma oggi la Asl non ha fornito risposte in merito. Finora le organizzazioni sindacali non sono state convocate e nel frattempo si sono inseguite notizie diverse sul passaggio di consegne fra il personale infermieristico Asl, che prestava servizio presso le tre Rsa pubbliche e quello di AuroraDomus e a cascata con quello della Comunità Tiziano. Contrariamente a quanto concordato con la direzione, la dirigenza ha già provveduto a redigere una graduatoria, senza renderla pubblica e ad assegnare alle infermiere aziendali le nuove collocazioni. Evidentemente l’Asl non brilla per la trasparenza!

Perché la Asl non rispetta le relazioni sindacali richieste dalla Cisl? Le risposte potrebbero essere molteplici ma a farne le spese sono le lavoratrici e le loro famiglie calpestate nei loro diritti fondamentali. Il metodo di assegnazione non ci convince e provvederemo a valutare con i nostri legali la bontà di applicazione delle norme.

Era stato concordato di avere un periodo di quindici giorni di affiancamento e adesso pare che il periodo sia ridotto a pochissimi giorni con possibili gravi ripercussioni sui servizi e sulle responsabilità dei lavoratori. Sia nelle Rsa, in particolare su quella di Pontremoli, sia alla Comunità Tiziano, l’utenza è particolarmente problematica per cui riteniamo necessario un periodo di affiancamento medio-lungo che non faccia scendere il livello dei servizi e non metta in difficoltà gli operatori».

Secondo Mastorci e Trivelli «rispetto al servizio della Comunità Tiziano deve ancora essere organizzato il servizio per la copertura notturna. Volevamo sottolineare che dietro il titolo di Operatore socio-sanitario, di infermiere o educatore ci sono delle persone che vedono cambiare la loro vita in base alle scelte che vengono prese, e non si può giocare. Questo pone dei seri problemi di comunicazione fra Azienda e sindacati, tanto da farci pensare che si stia guidando la nave a vista, senza una vera programmazione dei tempi, ma che però implica mandare in fibrillazione i rapporti sociali. Non vorremmo che a causa di un corpo che ha cervello disconnesso dagli arti ci trovassimo nel bel mezzo di una situazione inaccettabile per la salvaguardia e tutela di lavoratori/lavoratrici privati».

La segreteria provinciale Cisl Fp fa infine presente che «è necessario di un confronto serio e immediato per dare precise garanzie al personale della Comunità Tiziano rispetto a una giusta collocazione professionale. Nei giorni scorsi è stato sottoscritto un accordo con Colser che gestirà i servizi di pulizie delle Rsa e assorbirà il personale Dussmann, anche in questo caso perdendo ore di occupazione; c’è un accordo per rivedere entro un mese la distribuzione delle ore individuali che dovrà tener conto delle esigenze delle lavoratrici già in gran parte penalizzate. Questo metodo di accorciare i tempi della contrattazione e concertazione penalizza in modo palese le lavoratrici e i lavoratori. Nel frattempo nel silenzio e nel disinteresse generale della nostra Asl, il territorio sta per perdere, grazie alle gare di appalto gestite da Estav, altri posti di lavoro a favore di ditte forestiere. La ditta incaricata della distribuzione domiciliare di ossigeno e apparecchi attinenti alle funzioni respiratorie pare sia presto sostituita da una nuova ditta senza che il bando dia garanzie ai lavoratori. Anche in questo caso la gestione delle gare di appalto ci sembra gestita in modo superficiale, poco professionale e sempre tesa a penalizzare il territorio mettendo in difficoltà lavoratrici e lavoratori».

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