La manifestazione
Quei professionisti dell’evasione fiscale
Scoperti avvocati, ingegneri, medici e una stilista. C’era perfino un falso dentista
MASSA. C’era pure un falso dentista tra i diciassette professionisti finiti nel mirino della guardia di finanza per non aver dichiarato tutto quello che avevano guadagnato al fisco. Il finto medico esercitava senza averne i titoli in un ambulatorio che aveva aperto in Lunigiana. Nessuno dei suoi pazienti sapevano che non era un dottore e quindi si fidavano ciecamente di lui. Ma proprio il suo giro lo ha tradito perché la voce ha cominciato a circolare fino ad arrivare anche alle fiamme gialle, che hanno fatto una verifica scoprendo che non era iscritto all’ordine. Non solo hanno anche scoperto che non aveva mai fatto una dichiarazione dei redditi. Ed è partito l’accertamento.
Così come è partito l’accertamento per il notaio di Carrara, con studi anche a Massa e a La Spezia che aveva occultato all’erario svariati milioni di euro. Tanti, anzi troppi. Tanto che le fiamme gialle hanno voluto vederci chiaro e hanno scoperto che molte delle sue prestazioni le occultava sapientemente.
Sono soltanto due dei diciassette casi scoperti dagli uomini del colonnello Giovanni Fiumara. Con una percentuale di riuscita delle verifiche del cento per cento, dato che i militari sono andati a colpo sicuro forti delle incongruenze riscontrate a monte. L’attività ha consentito di recuperare redditi non dichiarati al fisco per oltre 18,5 milioni di euro e Iva (dovuta e non versata) per circa 1,5 milioni di euro. Inoltre per due professionisti si è proceduto alla segnalazione all’autorità giudiziaria, per il reato di dichiarazione fraudolenta, mediante l’uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e per il reato di dichiarazione infedele.
Per gli amanti delle statistiche, tra le categorie interessate ci sono due geometri, quattro avvocati, quattro medici, un ingegnere, un notaio, tre commercialisti, una stilista e un agente assicurativo.
Sotto la lente degli uomini del comando provinciale sono finite le posizioni di quei professionisti ritenute “fiscalmente pericolose”, quelle cioè più a rischio di evasione, individuate dopo l’analisi, l’approfondimento e l’incrocio di informazioni ricavate dall’azione di intelligence, dal controllo economico del territorio, dalle banche dati e dai lavori a progetto del nucleo speciale Entrate della Finanza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
