La manifestazione
«Più trasparenza nell’uso delle risorse»
Il Pd dei Paesi a monte: «Finiscono in rivoli spesso improduttivi, usiamo meglio quelle entrate»
CARRARA. Il Circolo PD dei Paesi a Monte, presieduto da Daniele Canali, entra con forza nel dibattito sul marmo e soprattutto sulle ricadute. E sostiene che le entrate del lapideo sono spese in modo «poco trasparente, in rivoli spesso improduttivi».
Sui beni estimati, si premette, la questione è abbastanza pacifica: «Il marmo in quanto risorsa in ogni sua forma è bene indisponibile della comunità carrarese e che il Comune, rappresentandola, ne deve tutelare gli interessi, non solo di mera natura economica: il rispetto della salute, dell'ambiente, del paesaggio, e della risorsa stessa che non può essere abusata e dilapidata». Ricorda il Pd dei Paesi a monte: «Purtroppo il complessivo indebolimento della nostra città nel suo ruolo di direzione politica del territorio ha depotenziato l'azione e il peso delle amministrazioni locali; così si è optato per la ricerca di soluzioni fisicamente distanti, costruendo aeree colonne immaginarie di giurisprudenza dove forse eran solo sbruffi di vento. Oggi qui e adesso, a fronte di una matura condivisione dell' interesse generale come interesse prioritario, possono essere intraprese quelle soluzioni serene ed equilibrate capaci di determinare la soluzione dei maggiori conflitti. Riconosciamo all'Amministrazione il merito per gli importanti sforzi compiuti, al fine di dare costanza e certezza ad una entrata economica cospicua derivante dalla tassazione sul marmo. Ora è giunto il tempo di superare la fase di emergenza ed entrare in quella del progetto. Nostro compito è quello di analizzare e risolvere problemi: a nostro giudizio un problema molto serio è il fatto che sul nostro territorio, quello dei Paesi a Monte, ricadono solo i problemi legati all'industria del marmo mentre i benefici sono assai pochi. Ma anche sulla città, dai monti al mare, poca è la percezione del ruolo e dell'importanza di queste risorse. Nelle città vicine dove non sono nemmeno lontanamente disponibili queste ingenti risorse fuori bilancio, i servizi e gli interventi non sono assolutamente inferiori a quelli erogati a Carrara. Quindi chiediamo senza indugio ragione di come questi denari vengano spesi».
E aggiunge la sezione Pd: «Dalle poche notizie che ci sono state consegnate ( poche e non sempre trasparenti, al punto da fare pensare ad un incistamento su se medesimi di settori della pubblica amministrazione, quasi abbiano smarrito il senso di pubblico servizio) si ha l'impressione che non si intenda riconoscere alla città un diritto ad un futuro diverso. Eppure, con una semplice programmazione di interventi (manutenzione e riedificazione di scuole ed asili, presa in carico degli istituti superiori dalla inesistente amministrazione provinciale, costruzione di una rete capillare di servizi per anziani quartiere per quartiere ecc.) Carrara potrebbe, in virtù di quella entrata straordinaria, cambiare radicalmente volto nell'arco di pochissimi anni. Ci risulta che le entrate del marmo non vengano afferite ad una specifica voce di bilancio bensì spalmate e disperse in rivoli spesso improduttivi o che comunque debbono essere pesantemente ridimensionati. Piaccia o non piaccia, questo è il nostro pensiero che viene posto con serena fermezza all'attenzione di tutti. Noi non cerchiamo colpevoli o capri espiatori. Chiediamo che finalmente si alzi il livello del dibattito sul destino della città conseguentemente ad un diverso uso delle ingenti risorse derivanti dal marmo», conclude per il direttivo del Circolo Pd Paesi a Monte il segretario Daniele Canali.
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