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Asilo non finito, la Regione rivuole i soldi

Asilo non finito, la Regione rivuole i soldi

Matteo Lupi fa emergere un nuovo caso Pallerone 2000: stavolta la cifra in ballo è di 460mila euro

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AULLA. «Dopo il danno la beffa: a tre anni dall’alluvione, non solo Aulla è ancora senza asilo nido e materna, ma deve restituire 460mila euro per un centro integrato dell’infanzia non terminato. E' dai fautori di questi disastri amministrativi che si deve ripartire?».

A fare venire a galla un caso simile a quello di "Pallerone 2000" è l'ex consigliere comunale di "Idee in comune", Matteo Lupi. Infatti, se per "Pallerone 2000", società a responsabilità limitata che aveva come missione quella di preparare, letteralmente, il terreno alla reindustrializzazione dell’ex polverificio di Pallerone, la Regione ha chiesto la restituzione di un finanziamento che ammonterebbe a circa due milioni di euro, lo stesso è accaduto per la scuola materna e l'asilo nido, anche se per un importo inferiore, ovvero per circa 460mila euro che la Regione vuole indietro dal Comune. L'edificio che doveva ospitare materna e asilo nido, giace in uno stato di degrado che peggiora di giorno in giorno fra viale Lunigiana e via Resistenza, all'altezza del parco della Camilla, e il colpo di grazia gli è stato assestato dall'alluvione del 25 ottobre 2011, anche se già prima i lavori si erano praticamente fermati.

«Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi» come evidenziato da "Idee in comune" in consiglio comunale all’epoca di approvazione del master plan comprendente la delocalizzazione dell’ex asilo nido di viale Lunigiana, il progetto di ristrutturazione (iniziato sotto l’amministrazione Barani nel 2002 e mai finito da quella Simoncini) finalizzato a realizzarvi un «Centro didattico integrato per l’infanzia - sottolinea Lupi - non sarebbe stato esente da strascichi finanziari per le già provate casse del Comune, che si vede ora, a distanza di anni, richiedere indietro dalla Regione 436mila euro a causa dell’attestata inagibilità dell’opera e della mancata conclusione dei lavori, precedente addirittura l’alluvionale del 2011. Infatti, è del 7 febbraio scorso la determina dirigenziale della Regione con cui si incarica il settore contabilità di inviare al Comune apposito avviso nel quale verrà indicata la somma totale da restituire, il termine entro il quale provvedere al pagamento e le relative modalità di versamento, visto che, leggendo attentamente la delibera, si evince che l’amministrazione Simoncini non ha risposto alle ripetute richieste di chiarimenti della Regione, che ora si è decisa a presentare il conto». Lupi ricorda anche la spinosa questione del palazzo che doveva sorgere, a opera di una ditta poi fallita, al posto della vecchia materna di via Resistenza, questione sulla quale verterebbe tuttora una causa legale.

Gianluca Uberti

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