Sicurezza
«Via dal nuovo piano la parte sulle cave»
La richiesta degli imprenditori lapidei alla Regione Toscana
MASSA. Ben venga un articolato e dettagliato piano paesaggistico regionale, ma stracciamo la parte riguardante l’attività estrattiva. E inauguriamo una serie di analisi e studi sul settore lapideo e sulle sue ricadute in termini economici e occupazionali. È questa la proposta firmata Coordinamento imprese lapidee del Parco delle Apuane (che riunisce l’ associazione degli industriali della Provincia di Lucca, Cosmave, Consorzio per lo sviluppo dell’attività marmifera dell’Apuo-Versilia e Cam, Concessionari Agri Marmiferi di Massa).
Il coordinamento scrive un’ampia nota in cui precisa - e questa è la premessa - di «valutare positivamente l’apertura del presidente della Regione Enrico Rossi, nei confronti delle istanze sollevate a gran voce dai territori apuo-versiliesi in merito alle implicazioni del Piano Paesaggistico (che prevede la chiusura di tutte le attività estrattive all’interno del parco)». Chiede, però, che la Regione prenda in considerazione «l’esigenza che la totalità delle imprese e attività estrattive Apuo-Versiliesi siano disciplinate esclusivamente dall legge 78/98. La regolamentazione delle attività estrattive intercluse nel territorio del Parco deve essere allineate alla legge quadro regionale che vincola e tutela le attività estrattive in genere. Non è pensabile che vi siano - prosegue il coordinamento - differenziazioni per le stesse attività imprenditoriali e lavorative all'interno della Toscana (a seconda che siano interne ed esterne al Parco). La Regione deve distinguere e portare su piani gestionali armonici l’amministrazione e lo sviluppo del Parco da un lato e la regolamentazione delle attività produttive dall’altro. Tutte le imprese estrattive devono avere le medesime certezze ed identico trattamento normativo in qualità di “invarianti strutturali” nell'intero Distretto Lapideo Toscano». Tradotto: stessa attività, stessa Regione, stesse norme».
Poi gli imprenditori lapidei entrano nel vivo: «Pur apprezzando lo sforzo compiuto dall’assessore Anna Marson nel redigere un piano paesaggistico così complesso, è necessario porre all’attenzione dei sindaci che si riuniranno oggi l’esigenza di un ulteriore approfondimento del quadro conoscitivo per la parte riguardante le attività estrattive del Parco, anche in riferimento alla nuova stesura della legge 78/98. Tale quadro si è rivelato carente nella valutazione dei riflessi economico-occupazionali. Per questo motivo è auspicabile uno studio affidabile e ulteriore che fotografi in modo completo il settore ed il trend di crescita in atto, che sappia differenziare le attività specifiche di ogni comparto del distretto e sappia altresì valutare il riposizionamento delle aziende lapidee sulle risorse marmoree locali anche a seguito della devastante crisi del granito. Risulta pertanto necessario - e il coordinamento va al nocciolo - stralciare la parte riguardante l’attività estrattiva dal Piano e avviare una riforma globale di tutta la normativa, in continuità con una pianificazione regionale iniziata oltre 30 anni fa, che ha saputo conciliare ambiente, storia ed escavazione. Si riconfermi ulteriormente, con approfonditi studi l’attenzione degli operatori verso un habitat naturale. Alla Regione - gli imprenditori non demordono - si richiede di esporre le vere motivazioni alla base delle discusse norme paesaggistiche sule attività estrattive, illustrando gli studi e le ricerche di supporto già effettuati». Poi il coordinamento punta il dito sulle confuse discussioni che stanno gettando discredito sulle attività lavorative. Si sta arrecando un danno di immagine alla comunità e alle imprese. Tutto ciò deve essere fermato al più presto. L’ulteriore istanza che si presenta alla Regione - è la conclusione -è quella di impedire un’esposizione mediatica del “problema delle Apuane” non attinente ai fatti. Sia quindi la Regione a rispondere a chi, con dati errati accusa l’area estrattiva Apuo-Versiliese».
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