Toscana
«Ma quale palazzina di lusso, qui ci mangia vivi l’umidità»
MASSA. Ma quale palazzina di lusso, ma quale parcheggio in centro. Insorgono i residenti dell’immobile rimasto senza luce perché in pochi pagavano le spese condominiali. Un caso scoppiato un anno fa...
MASSA. Ma quale palazzina di lusso, ma quale parcheggio in centro. Insorgono i residenti dell’immobile rimasto senza luce perché in pochi pagavano le spese condominiali. Un caso scoppiato un anno fa nelle nostre pagine e dal quale poi è nata l’inchiesta sull’edilizia popolare. «I miei doveri consistono nel pagare il canone di locazione - scrive Luisa G. - e il condominio e io li ho assolti. Non mi piace che si dica palazzina di lusso, però, perché non è oro tutto quello che luccica. Stiamo parlando di un edificio ristrutturato con nove appartamenti, alcuni con una grande percentuale di umidità, senza scuri e persiane, privo di cantine e ripostigli». E aggiunge: «Per quanto riguarda il parcheggio faccio presente che non mi è stato regalato, ma è compreso nel mio contratto di locazione dove si paga Tares e condominio. E spesso mi viene sottratto da persone che stanno molto ma molto meglio di me senza neanche chiedermelo. Inoltre ancor peggio le luci esterne le pagano i condomini quando dovrebbero essere a carico del Comune poiché l'area non è chiusa e a disposizione del pubblico»
«È normale che tutti usufruiscano di queste luci? - si domanda Luisa -. Senza contare che abbiamo inoltre trovato siringhe, escrementi di animali e sporcizia. Non è giusto. Passiamo per quelli che sono dei privilegiati, quando la storia è diversa. Provate voi a chiedere il permesso per occupare il posto auto che pago perché i furbi di turno lasciano la macchina dove non devono».
La donna continua il suo sfogo: «Se fosse stata una palazzina di lusso non avrei chiesto più volte di essere trasferita altrove. Non mi hanno mai accolto la richiesta, ecco perché sono ancora qui. E ci resterò visto che è un palazzo che mi sono sudata».
Anche Adriano, residente nell’edificio finito nell’occhio del mirino per gli inquilini morosi, vuole dire la sua: «Il progetto di autogestione non è fallito per colpa nostra, le bollette erano in mano a una consulente e così i soldi. Abbiamo fatto delle denunce, pure il Sunia ha le sue responsabilità. Eppure adesso per tutti siamo noi quelli che vogliono avere tutto gratis e si lamentano».
Un’altra condomina si è detta preoccupata per le polemiche di questi giorni: «Casa nostra è piena di umidità, abbiamo dovuto dormire con la porta aperta perché non riuscivamo a chiuderla - si arrabbia Clara -. Altro che parabola, non abbiamo neppure la lavatrice».
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