Il Tirreno

Ma il Parco non è soltanto agri marmiferi

Ma il Parco non è soltanto agri marmiferi

Dal museo interattivo Apuangeolab al censimento dei mufloni e dei gracchi: «Ecco cosa facciamo»

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MASSA. «Siamo ogni giorno sui giornali, in tv, ma non in virtù della bellezza del territorio che tuteliamo, non per le rarità della sua flora endemica, non per il lavoro di tutela e valorizzazione della biodiversità e dei geositi. Bensì per la querelle sulle cave». È quasi indispettito l’incipit dell’intervento che il consiglio direttivo del Parco delle Apuane ha diffuso ieri: il dilemma sulle attività estrattive in area protetta offusca, a loro avviso, tutto il resto dell’attività dell’ente parco.

«Non sempre è facile, anzi, quasi impossibile a rigor di logica – scrivono gli amministratori del parco – tutelare un ambiente naturale e nello stesso tempo garantire un'attività economica così impattante, quale l'escavazione del marmo che, ancora oggi, però, dà il pane a numerose famiglie. Questo comunque è l'arduo compito affidato, per statuto, agli amministratori del Parco apuano.

Su questo terreno, ricordano Alberto Putamorsi, presidente del Parco e la sua squadra,, tanti risultati sono stati raggiunti. Come il protocollo d’intesa con la ditta di escavazione Miga srl di Minucciano per il recupero di siti di cava dismessi,«che ha portato al ripristino dello stato naturale dei luoghi ma ha anche prodotto occupazione ed indirettamente un investimento sul territorio, seppur modesto, da parte del Parco, concretizzatosi nel recupero di un tracciato sentieristico».

Poi, ci sono tante altre attività “strettamente di Parco", che secondo Putamorsi passano troppo spesso sottotraccia.

Come la recente inaugurazione alla presenza dell'allora ministro per l’Ambiente Andrea Orlando del un museo interattivo di scienze della terra “Apuangeolab” a Equi Terme, capace di riprodurre e spiegare i principali fenomeni geologici locali e globali. O come la creazione in Garfagnana, a Careggine, è dell’azienda agricolo-naturalistica Bosa, nata per la conservazione delle antiche cultivar, oggi centro formativo di eccellenza per l'educazione ambientale, riferimento per i numerosi Istituti scolastici del territorio. E che dire della Festa dei Parchi che, nel mese di maggio, ha dato vita ad escursioni, corsi di fotografia, tessitura, e cucina a Km zero.

E ancora: «L'estate ha salutato l'arrivo, nelle strutture ricettive certificate, di 150 ragazzi dagli 8 ai 14 anni, che si sono avvicendati, negli undici soggiorni, di durata settimanale, organizzati dall'Ente; ben 882 sono state quindi le presenze garantite dal Parco ai "suoi esercizi consigliati"». Nel frattempo «nel Parco si censivano gracchi, mufloni, bianconi, rapaci notturni ed uccelli acquatici e si avviava lo studio sulla presenza del; si muovevano i primi passi dell’adesione alla Carta Europea del Turismo sostenibile e nascevano un piano di cooperazione internazionale con la Tunisia ed un protocollo d'intesa con l'Istituto Alberghiero di Viareggio».

È stata inoltre riconfermata la convenzione con il Cai per la manutenzione dei sentieri e hanno visto la luce le due nuove carte, escursionistica e geoturistica, delle Apuane. Ad ottobre, la festa "Autunno Apuano" ha accolto numerosi ospiti e il 2013 si è concluso con due appuntamenti dedicati alla storia dei marmi apuani, in un convegno di respiro nazionale. Non vanno poi dimenticate le collaborazioni, con le amministrazioni locali, come il "Solstizio d'Estate", "Apuane in Festa", l'inaugurazione della Tecchia archeologica di Equi Terme. Ancora in corso sono i concorsi: il "Parco nel quaderno", e “menu a Km zero”. Insomma un «Parco a 360°» che fa notizia però solo quando si parla di cave.

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