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Chiamata con attesa al Cup E arriva una bolletta salata

Chiamata con attesa al Cup E arriva una bolletta salata

Utente sbigottito: il numero dell’Asl per le prenotazioni non è verde L’azienda: non è un 800, ma un 848 e in parte deve pagare chi lo ha digitato

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MASSA. Devi prenotare una visita, ma non hai tempo - magari voglia - di metterti in macchina, trovare un posteggio, armarti di pazienza e fare la fila al distretto. Ti affidi al telefono: digiti l’848 e aspetti il tuo turno. Ci vuole un po’ prima che l’operatore ti risponda, ma ce la fai: fissi l’appuntamento. Ora non ti rimane che aspettare.

Passa qualche giorno e il postino ti recapita la bolletta: dai un’occhiata e ti balza alla vista una telefonata lunga e salata. Non può davvero sfuggirti quell’848 ben impresso accanto all’importo, allora ti si accende la lampadina e ricordi la chiamata al centro unico prenotazioni e la lunga attesa. Ahimè, eri convinto che il numero fosse verde, che - detto in altri termini - a pagare l’importo complessivo della telefonata fosse l’Asl. Invece non è così. Tutta colpa di due numerini che fanno la differenza, però. Perché se il numero telefonico del Cup inizia con 800, allora è verde al 100% e la chiamata finisce sulla bolletta dell’azienda sanitaria, se invece è un 848 tocca anche a te sborsare una parte dell’importo. A far presente quel “dettaglio” è un utente: si presenta in redazione sventolando la bolletta telefonica, certo di aver prenotato la sua visita chiamando un numero verde. Ma niente colore, quello del centro unico prenotazioni è un numero - per entrare nel tecnico - a ripartizione dei costi: il 50% lo paga chi compone e fa la chiamata, l’altra metà chi solleva il ricevitore. Non una cifra fissa, la spesa dipende dal piano tariffario definito con l’operatore telefonico.

«Per questo - spiega Enrico Raggi, responsabile aziendale dei Cup - evitiamo che troppi utenti rimangano in attesa». Se chiami e prima di te ci sono altre dodici persone alle prese con la musichetta e l’invito ad aspettare il proprio turno, allora scatta il “tu-tu-tu”: la linea risulta occupata e tu attacchi. Altrimenti rischieresti di aspettare ore e - conseguenza immediata - di pagare un bel po’ di soldi.

Niente numero verde, dunque. Certo - ad onor del vero - l’Asl uno sforzo lo fa: con l’848 si accolla una parte dei costi. Ma solo una parte, le aziende sanitarie più “coraggiose”, invece, pagano tutto: a Lucca il Cuptel è un 800, così ad Arezzo. Anche a Grossetto il numero è verde, ma soltanto per chi chiama da fisso. Se contatti il centro prenotazioni da fuori provincia, il numero di riferimento è urbano (leggi: la chiamata è addebitata sulla tua di bollette). Gratuito anche il numero per fissare appuntamenti alla vicina azienda sanitaria spezina.

Sceglie la strada del “fifty fifty” Pistoia che sul sito mette ben in chiaro i costi del servizio.

Si è invece affidato ad un 840 il Cup dell’ospedale Versilia: è l’utente a pagare, ma soltanto lo scatto alla risposta. Stessa scelta per l’Asl fiorentina: 8 centesimi addebitati all’utente.

Poi ci sono le aziende che scelgono la strada “più semplice”: il numero è urbano e paga chi lo digita. È l’opzione scelta da Siena, Pisa e Versilia (per le prenotazioni distrettuali). Soluzioni diverse. Ma la prima richiesta del paziente - o utente - rimane la chiarezza: sapere quanto spende se decide di evitare la fila al distretto e allungare la cornetta all’orecchio.

Chiara Sillicani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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