Il Tirreno

«Un’assicurazione per le alluvioni»

«Un’assicurazione per le alluvioni»

Il senatore Pd Massimo Caleo risponde ai comitati del Popolo degli alluvionati: «Un unico magistrato per ogni fiume»

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AULLA. I comitati degli alluvionati sorti lungo il corso del Magra, si sono confrontati in radio con il senatore Pd Massimo Caleo, membro della Commissione ambiente: un faccia a faccia nella trasmissione “Samarcanda Salotto” dai microfoni di Red Route 63 di Pallerone, condotta da Paola Savino.

Alcuni dei comitati nazionali erano collegati in diretta telefonica per partecipare a quella che, a detta degli addetti ai lavori, è stata «un’occasione per dirsi in faccia come stanno le cose e cosa si è fatto e cosa si farà in questi anni di continue alluvioni».

Caleo: «Faremo un disegno legge sul dissesto idrogeologico». I comitati: «Vogliamo tempi certi per questa legge e verremo a Roma spesso per controllare i lavori».

Un incontro aperto quello che per un paio d’ore si è svolto nella sede dell’emittente radiofonica, alla presenza dei comitati del “Popolo degli alluvionati” del Magra (Aulla, Ameglia, Senato, Romito Magra, San Genisio e Sarzana), con collegamenti telefonici con quelli di Massa, delle Terre Joniche, dell’Isola d’Elba, di Modena, di Padova e del Veneto.

«Il senatore Caleo ha affrontato a testa alta l’incontro che poteva sicuramente trasformarsi in un assalto alla politica che da troppi anni sta tergiversando sul tema del dissesto idrogeologico» esordisce Luca Ghirlanda portavoce del “Popolo degli alluvionati” e presidente del comitato “Volontari del Magra di Ameglia”, il quale ha aperto la ridda di domande al senatore.

«Da troppi anni gli alluvionati sono stati delusi dalla politica locale e nazionale e troppe volte abbiamo assistito ai rimbalzi di responsabilità - ha poi affermato Ghirlanda in un comunicato - e ai teatrini della politica. Quello che è nato a Firenze ovvero l’unione dei comitati nazionali con oltre 14 comitati, deve far riflettere la politica e spronarla a un confronto diretto con noi che ormai non può più essere rimandato. Il comitato nazionale degli alluvionati rappresenta circa un milione e 500mila alluvionati e questa unione ci darà la forza di continuare a lottare. Vorremo sapere dal senatore Caleo, che ringraziamo, su cosa si impegnerà nei prossimi anni. Riteniamo che ci debba essere un impegno certo su un urgente disegno di legge che spazzi via tutta la legislazione ormai obsoleta in tema di messa in sicurezza».

Caleo ha così risposto: «Stiamo cercando di fare un disegno di legge che metta in chiaro pochi punti ma rivoluzionari. Vogliamo un magistrato unico per ogni fiume. Vogliamo inserire nel decreto il tema delle assicurazioni per i cittadini a partecipazione statale, ovvero lo Stato coprirà buona parte del premio annuo e ci sarà una compartecipazione del cittadino. Ricordiamo che oggi nessuna assicurazione copre i danni per eventi alluvionali. Vogliamo inserire chiaramente il tema del dragaggio ma stando attenti a non tornare alla situazione del dragaggio selvaggio degli anni Settanta. Vogliamo mettere nella legge un sistema più equo per la distribuzione sul territorio dei pochi risarcimenti a disposizione. E infine vogliamo fare in modo che a monte, l’uomo si riappropri del territorio, lo coltivi, pulisca il bosco dagli alberi malati o caduti che troppo spesso sono vittima di danni a valle».

Intenzioni buone, indubbiamente, ma quello che preoccupa gli alluvionati sono i tempi.

«Questi temi ci possono andare bene - ha detto Antonello Andreani del comitato “I volontari del Magra” - ma che tempi avremo per avere questa legge? Troppe volte abbiamo sentito promesse disattese».

Caleo ha risposto: «Tempi purtroppo non ne posso dare. La burocrazia italiana è un problema difficile da risolvere e con il cambio del ministro dell’ambiente, forse dovremo ricominciare da capo anche se sono certo che il nuovo ministro sappia comprendere l’urgenza di questo tema».

Poi l’intervento di Giorgio Gabrielli di Aulla e di Gino Pavero di Romito Magra: «Perchè noi paghiamo le tasse e nel momento del bisogno non riceviamo dallo Stato un centesimo? È ora di finirla con questa politica a senso unico!».

Caleo ribatte: «Purtroppo l’Italia è stata vittima di grossi sperperi di soldi nei decenni scorsi e questo ha causato un panorama attuale difficilmente recuperabile in termine di risorse. Dobbiamo trovare dei modi per fare le opere senza soldi utilizzando ogni possibile stratagemma legale. Di questo me ne farò carico da subito».

Alla fine i Comitati nazionali hanno dato a Caleo un nuovo appuntamenteo radiofonico che «si dovrà svolgere nello spirito di tenere aggiornato questo grande comitato nazionale di alluvionati sulle azioni del nuovo Governo in tema di dissesto idrogeologico».(f.p.)

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