Il Tirreno

Quella palazzina con le scale al buio e la tv satellitare

Quella palazzina con le scale al buio e la tv satellitare

MASSA. L’indagine dei carabinieri era partita più o meno un anno fa, dopo che la procura aveva letto alcuni articoli del Tirreno che riguardavano beghe condominiali in un palazzo di edilizia popolare....

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MASSA. L’indagine dei carabinieri era partita più o meno un anno fa, dopo che la procura aveva letto alcuni articoli del Tirreno che riguardavano beghe condominiali in un palazzo di edilizia popolare. Praticamente una decina di famiglie erano senza luce comune per colpa di qualcuno che non metteva mano al portafoglio per saldare le bollette collettive. Così l’Erp per non danneggiare chi invece rispettava i bollettini aveva pagato di tasca sua. Il nostro giornale fece un’inchiesta e scoprì che in quella palazzina, messa a nuovo e decisamente confortevole, c’era una giugla di parabole satellitari. E uscirono diversi articoli, suscitando anche le ire dei residenti morosi. La procura invece di arrabbiarsi ha deciso di andare a fondo e ha avuto ragione, non solo per quel condominio. L’andazzo come si vede dai risultati dell’indagine (articolo principale) era quasi sempre lo stesso.

Il canone di locazione per chi risiede in quella palazzina è irrisorio: un anno fa c’era chi pagava tredici euro al mese (minimo) e chi arrivava a 91 (massimo). La media comunque non superava i settanta euro. Compreso il parcheggio privato. In una zona centrale. Nonostante questo non avevano pagato le spese condominiali in sette su otto. E così l’Enel aveva staccato la corrente elettrica: ascensore fermo, niente luce nelle scale e soprattutto antenna centralizzata della tv bloccata. Erp con questo condominio aveva provato la formula dell’autogestione, istituendo la figura del capo condominio, che aveva il compito di raccogliere i soldi per far fronte alle spese ordinarie. Progetto fallito, però. E così l’ente ha messo mano al portafoglio facendo ripristinare la fornitura elettrica. L’unica a pagare era stata una famiglia, segnalando all’Erp di non voler essere coinvolta nelle inadempienze altrui.

L’Edilizia residenziale pubblica dopo questo caso aveva un po’ frenato gli altri progetti di autogestione e soprattutto aveva drenato risorse che potevano servire per fare dell’altro, magari quei lavori di manutenzione straordinaria negli edifici che si trovano in situazioni più disastrate di quel gioiellino.

Al nostro giornale era bastato andare a vedere la palazzina per scoprire che c’era qualcosa che non andava. Il condominio si trova in centro, ha la fortuna di avere i posti auto garantiti e soprattutto era davvero fresco di restyling. Non solo: a ogni civico corrispondeva una parabola satellitare per vedere la televisione. Un servizio che si paga e di cui si potrebbe fare a meno se non si può far fronte alle spese comuni. L’Erp a proposito aveva detto che nulla poteva fare: «Noi non possiamo sindacare su quello che fanno i nostri inquilini, certo la prossima bolletta però non potremo pagarla ancora noi», aveva concluso il comunicato che metteva fine alla querelle. E così è stato, almeno per quanto riguardava quel condominio così fortunato e così indisciplinato.

Ma nel frattempo altri casi sono scoppiati in tutta la provincia. Sempre per soldi non versati. Da qui la decisione del procuratore capo Aldo Giubilaro di fare luce su questa stranezza. E sono venuti fuori i furbetti. Talmente tanti che sembra davvero incredibile che nessuno se ne sia mai accorto prima. Forse adesso quegli appartamenti popolari andranno a chi ne ha davvero bisogno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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