Sicurezza
«Ok il piano paesaggistico della Regione»
Il circolo Matteotti e il coordinamento “ La Sinistra” di Sel si dicono “in pefetta sintonia” con la proposta licenziata dalla giunta regionale relativa al nuovo Piano paessaggistico toscano. «La...
Il circolo Matteotti e il coordinamento “ La Sinistra” di Sel si dicono “in pefetta sintonia” con la proposta licenziata dalla giunta regionale relativa al nuovo Piano paessaggistico toscano. «La scelta di proporre una discussione collettiva tra comunità locali, istituzioni, parti sociali e interessi d'impresa incentrata sul valore e la tutela dell'ambiente e su una nuova idea di sviluppo sostenibile - Spiega Maurizio Bonugli di Sel (in foto) – rappresenta un ottimo inizio dopo decenni di inerzia ed assenza di un quadro normativo utile alla salvaguardia del nostro preziosissimo ed irripetibile paesaggio montano che, da sempre, è stato costretto a convivere in maniera subalterna con gli interessi particolari dell'industria del marmo».
SEcondo l’analisi di Sinistra ecologia e libertà, «si è ridotto sempre di più il numero degli addetti ed è sostanzialmente scomparsa quella cosiddetta filiera corta del marmo perchè, com’è noto, fatta esclusione per la sola attività di estrazione, ogni altra lavorazione e trasformazione si realizza altrove. Con l’auspicio che nella discussione e nelle future deliberazioni del consiglio regionale non prevalgano le lobbies e i piccoli interessi locali, speriamo che il nuovo Piano paessaggistico sia approvato al più presto riaffermando che quello stesso Piano non può essere considerato in contrapposizione con le cave che, infatti, si propone essere destinate ad una " chiusura " graduale e a una riconversione attenta al mantenimento degli attuali livelli occupazionali e alle economie di scala. Infine, ma non per ultimo, insieme alle associazioni ambientaliste, esprimiamo una forte critica per le esternazioni del presidente del Parco contro il Piano Paesaggistico.
Al presidente ricordiamo che il suo ruolo gli imporrebbe di tutelare e valorizzare uno dei più importanti patrimoni naturalistici d'Italia, se non d'Europa, e non di assecondare quegli esclusivi interessi industriali che stanno cancellando le nostre meravigliose montagne».
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