Il Tirreno

Norberto Ricci lascia: «Delusioni? Marchio e tavolo istituzionale»

Norberto Ricci lascia: «Delusioni? Marchio e tavolo istituzionale»

Il presidente della Camera di Commercio ripercorre 12 anni «Quanti suggerimenti di esperti caduti nel nulla...»

4 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Il presidente Norberto Ricci martedì prossimo lascerà la guida della Camera di Commercio (in pole position, per sostituirlo, Dino Sodini di Cna).

In una lunga lettera di commiato, il presidente uscente innanzitutto ringrazia «i colleghi Amministratori per la collaborazione che mi hanno dato. Voglio sottolineare questo aspetto: mai si è arrivati ad una contrapposizione, nemmeno su cose minori, e tutto questo trova ragione proprio nell’esserci sentiti parte attiva di un progetto comune».

«Nel segno della coerenza». Ricci rivendica la coerenza mantenuta nel suo mandato: «Coerenza - fra l’altro - con il proseguimento delle iniziative migliori assunte dai miei predecessori: basti ricordare la crescita dell’Istituto di Studi e di Ricerche, un vanto per chi l’ha ideato (presidente Conti) un grande piacere avere contribuito a svilupparne l’attività; coerenza nel dire sempre la verità, anche quella scomoda, anche quando sarebbe stato più facile piegare i nostri interventi alle aspettative di qualcuno; coerenza nel far sì che una Camera di Commercio di piccole dimensioni venisse considerata molto di più, sia nel sistema camerale toscano sia in quello nazionale; coerenza nel perseguire una gestione che ha consentito di incrementare il patrimonio e la situazione finanziaria». E sottolinea: «Abbiamo costruito nei fatti la nuova Camera di Commercio, casa delle imprese, senza interferenze politiche».

Due i mandati di Noberto Ricci. Dodici anni (i primi due, 2002-2004, in sostituzione di Giulio Conti) nei quali - confida - «è accaduto anche che il mio ottimismo è stato sconfitto dalla realtà».

«Le occasioni perdute dal territorio». «A cominciare - scrive - dalle presentazioni annuali del Rapporto Economia: ho sempre pensato che avrebbe dovuto rappresentare un’occasione importante non solo per conoscere le tendenze della nostra economia, ma anche per suscitare gli stimoli giusti nell’attuare almeno le cose possibili, per compiere le scelte più urgenti, per ragionare in concreto sul futuro. Non è stato così, e non è stata colpa della Camera di Commercio, lo dico con rammarico: si sono susseguiti ospiti illustri in quelle giornate, ma le loro parole, i loro suggerimenti sono caduti nel nulla». «Ed a proposito di cose da farsi - aggiunge - c’è qualcuno che ricordi il Pasl (il Patto per lo Sviluppo Locale)? Quanto tempo per costruire quel documento, quante riunioni, quanti rinvii! Per cosa? Per nulla!». «E a proposito di programmazione non posso non sottolineare come la Camera di Commercio abbia particolarmente insistito per una nuova governance nel settore turistico: al di là di qualche iniziativa, pur utile, con la Provincia, non è stato possibile ragionare oltre l’immediato o poco più. Ogni volta che si è trattato di collaborare con gli Enti del territorio, la Camera di Commercio non si è mai tirata indietro. Così abbiamo dato il nostro apporto agli studi preparatori del nuovo piano regolatore del Comune di Massa. Così è stato fatto per il Comune di Carrara con Urban II, abbiamo volentieri sostenuto Marble Week, alcune fiere importanti, siamo andati anche nella sede del parlamento europeo per promuovere i nostri prodotti tipici…ma avremmo voluto e potuto fare molto di più».

Ricorda che qualche volta ha alzato la voce: «Ci siamo fatti sentire, semplicemente perché era nostro dovere farlo, perché ce lo imponevano le esigenze delle imprese. E’ il caso delle azioni che abbiamo intrapreso per denunciare l’intollerabile rapporto banche-imprese, ma non ci siamo limitati a lamentarci. Abbiamo stanziato risorse importanti per prestiti alle piccole e medie aziende, così come abbiamo ritenuto di andare incontro concretamente a quelle colpite dall’alluvione».

Gli insuccessi. Il presidente uscente non ha dubbi: «Anche gli insuccessi vanno menzionati. E così per il marchio del marmo ce l’abbiamo messa tutta, ma non ce l’abbiamo fatta: riunioni, discussioni, interessi contrastanti, polemiche, soluzioni abbozzate poi abbandonate, cercando ogni volta di fare un passo avanti, ma non è stato sufficiente. Così si è persa una grande opportunità per il settore lapideo e per il nostro territorio e temo proprio che non sarà l’ultima, un po’ come è successo per il Distretto Lapideo, una sorta di fantasma che non si è mai materializzato. Anche l’attività del tavolo istituzionale, a mio giudizio, ben inteso, non ha ripagato le attese: si è sottovalutata la sua potenzialità di coordinamento delle politiche locali e troppo spesso, il tavolo è stato a priori considerato sostanzialmente poco utile e comunque inefficace».

Gli investimenti. Ricci ricorda che «la Camera di Commercio ha continuato a fare. Ha investito nella promozione economica risorse importanti, in relazione alle sue reali possibilità finanziarie: ogni anno ha cercato di fare di più e di meglio; siamo riusciti a far sì che gli interventi sul territorio si attestassero intorno al 21-23% rispetto al totale delle spese correnti. Nel 2006 in particolare si superò la soglia del milione e mezzo di euro investito. Ogni anno i costi di funzionamento della struttura sono diminuiti, lo provano i bilanci consuntivi, dai quali emerge come negli ultimi 10 anni la Camera di Commercio abbia chiuso gli esercizi in utile senza ricorrere ad indebitamenti o mutui, con la sola eccezione dell’anno 2010, guarda caso, per aver incrementato gli interventi di promozione di oltre 450.000 euro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web