Attenzione
La magìa delle due Maddalene di Canova
Restituite al loro splendore la “Giacente” e la “Penitente”, recuperate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti
CARRARA. Continua il programma di valorizzazione della gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti e dei 13 gessi di Antonio Canova conservati nell’istituto. Dopo le mostre “d’Apres Canova” e il “Tempo di Elisa”, che hanno consentito il restauro e l’esposizione al pubblico di 6 opere dell’artista di Possagno, è ora la volta di altri due capolavori del maestro: la “Maddalena giacente” e la “Maddalena penitente”. Queste opere, entrate in Accademia attorno al 1868, grazie alle donazioni delle famiglie carraresi Triscornia e Tenerani, sono state infatti restaurate e presentate al pubblico ieri nell’ex teatro anatomico della scuola, nel corso di una cerimonia in cui sono intervenuti il presidente dell’Accademia Simone Caffaz, la direttrice Lucilla Meloni, il presidente della Fondazione Crc Alberto Pincione, l’assessore alla cultura Giovanna Bernardini, il funzionario della Soprintendenza di Lucca e Massa-Carrara Claudio Casini, la responsabile della gipsoteca accademica Anna Laghi, la docente di restauro Miriam Ricci e il presidente del consiglio comunale Luca Ragoni.
Caffaz ha voluto innanzitutto ringraziare tutte le istituzioni e le personalità che hanno contribuito al recupero di queste ed altre opere dell’Accademia ed in particolare la Fondazione Crc, che ha sostenuto la maggior parte delle spese del progetto. «Grazie alla sinergia tra il nostro istituto e la Fondazione -ha spiegato- sta proseguendo il restauro dei capolavori custoditi in Accademia, molti dei quali rappresentano un patrimonio di immenso valore artistico non solo per Carrara, ma per l’intera umanità, che è stato per troppo tempo sottratto alla visibilità del pubblico. Come presidente della scuola ho l’onore di aver promosso insieme ai direttori Marco Baudinelli e Lucilla Meloni l’inizio di questa imponente opera di restauro ed esposizione dei gessi accademici nell’ambito di un percorso artistico e scientifico curato da Anna Laghi e Alba Maria Macripò, che vede impegnate le principali istituzioni del territorio».
Una grande mostra sulla storia dell’Accademia. Il presidente dell’Accademia ha anche annunciato che, entro l’estate, sarà completato il restauro della collezione di gessi di Canova, che saranno esposti nella mostra “Accademia di Belle Arti di Carrara, la storia attraverso le opere e i documenti”, in programma da fine giugno alla prima settimana di settembre presso la scuola.
«Questa iniziativa -ha anticipato- costituirà l’occasione per celebrare tutta la storia dell’Accademia. Insieme alle opere di Canova ci saranno quelle di molti altri artisti che hanno reso grande il nostro istituto, dal 1769, anno della sua fondazione, ad oggi. Durante l’evento, poi, presenteremo per la prima volta al pubblico dei documenti inediti ritrovati nei nostri archivi, firmati da Antonio Canova».
Caffaz ha espresso l’intenzione di dare vita ad un’esposizione permanente della gipsoteca accademica, composta da circa 200 opere. «Via Verdi -ha annunciato con orgoglio - diventerà la sede di un percorso museale articolato su tre sedi, in cui saranno esposti tutti i gessi del nostro istituto. Palazzo Binelli, sede della Fondazione Crc, continuerà ad ospitare la mostra “D’Apres Canova”. Il resto delle opere troverà posto in Accademia e al primo piano di palazzo Cucchiari, grazie ad un accordo di massima che abbiamo raggiunto con la Fondazione Giorgio Conti, proprietaria dell’immobile».
Appello ai privati. Il presidente dell’Accademia ha voluto sottolineare che l’opera di recupero dei tesori della scuola è stata avviata nonostante le non poche difficoltà dovute alle ristrettezze economiche. «Il nostro desiderio - ha spiegato - è quello di recuperare anche le opere lapidee, ma ad oggi la scarsezza di fondi ci ha impedito di intraprendere questo passo. A questo punto non posso che fare appello alla generosità dei privati».
Allievi protagonisti. A restituire all’antico splendore le due Maddalene di Canova sono stati gli allievi del corso di restauro dell’istituto, coordinati dagli insegnanti Miriam Ricci e Paolo Sassetti. «Questi restauri -ha puntualizzato la direttrice Meloni- sono stati realizzati con finalità didattica, come ai tempi di Canova, ma l’idea è anche quella di restituire all’antico prestigio la nostra scuola».
Lo straordinario valore rivestito dalle due opere è stato messo in luce dalla storica dell’arte Anna Laghi. In particolare va segnalata l’importanza del calco della “Maddalena giacente”, in quanto si sono perse le tracce dell’originale in marmo, scolpito dall’artista neoclassico nel 1822 per il duca di Liverpool. Per quanto riguarda, invece, la “Maddalena penitente” occorre rilevare che Canova trasse questa copia da un originale in marmo finito nel 1796 e divenuto, dopo varie vicende, proprietà del conte Sommariva, che lo espose prima nel suo palazzo parigino e poi nella villa di Cadenabbia. Altri esemplari in marmo di quest’opera si trovano a Genova nel palazzo Bianco e al museo dell’Ermitage a San Pietroburgo. Un altro calco in gesso è alla gipsoteca canoviana di Possagno, cittadina natale dell’artista.
David Chiappuella
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
