Il Tirreno

L’inchino dei cavalieri alla nipote santa di Beatrice

L’inchino dei cavalieri alla nipote santa di Beatrice

Ai piedi dell’altare in Duomo l’immagine della regina proclamata Beata Suggestiva cerimonia e due passi dalla statua della storica nonna

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CARRARA. Mantelli blu cobalto sfilano nel Duomo cittadino, i cavalieri e le dame del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio depongono ai piedi dell’altare l’immagine di Maria Cristina di Savoia. Così è iniziata ieri la solenne e suggestiva cerimonia nel Duomo di Carrara da parte dei cavalieri dell’Ordine Costantiniano, in omaggio a colei che fu sovranna (nata nel 1812 e morta nel 1836) delle Due Sicilie. Il popolo napoletano la chiamava “la reginella santa” perché da fervente cristiana fu dedita a opere di bene verso malati e poveri. Il 25 gennaio scorso è stata proclamata Beata. L’Ordine Costantiniano che compie opere di assistenza e di beneficenza, e divulga i valori del cristianesimo ha voluto ricordarla a Carrara, dove sono noti gli avi della sovrana: la bisnonna Maria Teresa Cybo Malaspina, principessa di Carrara, che promulgò l’editto del 1751 sulle cave di marmo, che ancor oggi dà del filo da torcere all’amministrazione comunale per la questione dei “beni estimati”; e per quanto riguarda la nonna della regina ora Beata, chi passa in piazza Alberica può vedere la sua statua: Maria Beatrice D’Este.

Ieri nel Duomo, a poca distanza da quella statua atavica, i cavalieri costantiniani hanno celebrato la nipote buona, che dedicò la sua breve vita (perché morì a 24 anni di parto) alla carità verso il prossimo. In rappresentanza del sindaco c’era il consigliere Marco Iardella, ed è intervenuto anche il presidente del consiglio comunale Luca Ragoni. Autorità civili e militari. Gonfaloni delle associazioni d’arma.

Il rito religioso è stato officiato dal priore dell’Ordine don Rodolfo Rossi e dal parroco don Raffaello Piagentini (che non conosceva la storia della regina santa). Presente il vescovo emerito Eugenio Binini.

Le opere della regina Maria Cristina, è stato detto, sono state opere di carità, un tesoro da imitare e da custodire oggi, per la difesa dei diritti inalienabili della persona umana. La regina accettò l’impegno terreno anche se desiderava entrare in clausura.

Durante la cerimonia, è stata recitata la prghiera del cavaliere costantiniano, che da ora in poi verrà letta a rotazione da ciascun cavaliere nelle varie città di appartenenza.

Un pensiero è andato a un confratello cappellano che si trova in Siria. «Mi manda notizie non belle, – ha detto il priore – raccapriccianti. Ogni giorno vengono sgozzati tanti cristiani. Nella Quaresima, dal 5 marzo, preghiamo e adoperiamoci per la pace di quel popolo». Nel pomeriggio in un momento conviviale, l’Ordine ha premiato uno dei suoi cavalieri: l’imprenditore carrarese Franco Barattini.(c.car.)

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