Il Tirreno

Il Pd: serve un osservatorio sul marmo

«No ai populismi dell’opposizione, ma uno strumento conoscitivo ad ampio spettro del settore»

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CARRARA. Il Pd comunale, in una nota, ribadisce che «l'invito all'Amministrazione comunale affinché si adoperi per l'istituzione dell'Osservatorio, non è stata prerogativa delle opposizioni, tant'è che la richiesta di sua istituzione è stata presentata mediante mozione consiliare del 26 febbraio dalla maggioranza di cui questo Partito è principale espressione».

Ma «è doveroso chiarire quali debbano essere, natura e funzioni dell'Osservatorio, di cui si chiede l'introduzione, proprio al fine di distinguere la nostra posizione, scevra da condizionamenti propri del populismo, rispetto ai diversi auspici delle opposizioni». Innanzitutto, secondo il Pd occorre parlare «non semplicemente di "Osservatorio dei prezzi del marmo", ma più in generale di "Osservatorio del settore marmo", a sottolinearne la funzione di "strumento conoscitivo ad ampio spettro", che non può certo essere ridotta ad una sorta di "brainstorming circa l'entità dei prezzi" (l'equivalente dell'approssimazione), bensì deve estendersi all'analisi di tutte le problematiche dell'intero comparto, mediante l'utilizzo di strumenti scientifici di analisi, sia dei dati già disponibili all'Amministrazione (mediante le rilevazioni degli istituti presso Camera di Commercio e Imm; si sottolinea in merito che l'ordinamento giuridico assegna già alle Camere di Commercio la funzione di accertamento e certificazione dei prezzi delle merci, attraverso la compilazione di mercuriali e listini), così come mediante la rilevazioni di ulteriori dati, ove occorra». A detta del Pd, «la determinazione dei correnti "prezzi del marmo" costituisce soltanto un "passaggio" di una più ampia indagine, che presuppone l'analisi di tutte le problematiche relative al comparto marmo, partendo dalla verifica dell'indotto (entità e qualità), per finire alla quantificazione e qualificazione della sua "ricaduta" nel territorio. L'Osservatorio di cui il Pd auspica l'istituzione, quindi, lungi dall'essere assimilabile ad una sorta di organo "meta-inquirente", con dubbie funzioni di "ausilio" ad eventuali indagini in materia di rispetto delle Leggi fiscali (materia riservata per Legge ad altri, come qualcuno pare dimenticare), dovrà costituire uno strumento utile, non soltanto all'Amministrazione Comunale, e quindi integrato nelle previsioni e negli strumenti del nuovo Regolamento degli agri marmiferi, ma anche utile (e collaborativo) con i vari operatori del comparto, sì da fornire spunti di riflessione per migliorare l'intera filiera di settore».

In merito ai principi informatori della nuvoa versione del Regolamento degli agri marmiferi, il Pd li ricorda: «l'affermazione del principio della disponibilità pubblica comunale degli agri marmiferi, la salvaguardia dei principi di temporaneità ed onerosità delle concessioni per l'escavazione, non ultimo un giusto gettito riferito alla determinazione dei valori del bene marmo estratto. Pertanto, si rinnova l'invito all'Amministrazione Comunale di continuare a lavorare in parallelo alla Regione per produrre quanto prima, ma ovviamente con i dovuti tempi tecnici necessari all'adeguato e preliminare lavoro di studio, una proposta di nuovo Regolamento degli agri marmiferi che preveda, non solo, l'istituzione dell'Osservatorio, ma anche e soprattutto le ulteriori necessarie previsioni che permettano di evolvere il sistema rispetto a quello attuale nell'unica direzione possibile».

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