Il Tirreno

«Ignorati i problemi del territorio frutto di una politica scontata»

«Ignorati i problemi del territorio frutto di una politica scontata»

Bacchettata del comitato Vivere Soliera ai partiti in lizza per le amministrative di Fivizzano Nicla Ghironi: ormai siamo rassegnati ad ascoltare l’aria fritta sparsa sulle rovine del nostro Comune

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FIVIZZANO. Frecciate, neppure troppo in punta di fioretto, da parte del comitato “Per vivere Soliera” per voce di Nicla Ghironi la quale interviene in merito alle prossime amministrative.

Una polemica non certo velata che prende spunto dal comunicato emesso recentemente dal Partito Democratico di Fivizzano che, come appunto riporta Nicla Ghironi, sarà «affiancato dalle sigle Psi e Pdci per ricandidare l’attuale sindaco di Fivizzano alle elezioni di maggio. Siamo, per ovvie ragioni, molto attenti alle elezioni, perché nel nostro candore ci aspettiamo sempre l’inedito e l’edificante, non solo, la nostra aspirazione è di ritrovare l’arte nell’amministrazione della politica. Di più, consigliamo vivamente a chi s’appresta a indossare ruoli politici, una rilettura profonda della filosofia platonica. In un brano del comunicato Pd si legge “le amministrative, è evidente, per tutti e per le forze politiche prima degli altri, che sono nei fatti, un indicatore fondamentale, per comprendere la percezione dei cittadini sul lavoro svolto dai nostri amministratori...” ci fermiamo qui, per carità di patria e senza commento. Proclami e considerazioni di un’ovvietà sconcertante, a fronte del disastro, sotto ogni profilo del Comune di Fivizzano».

Il comitato Vivere Soliera aggiunge: «In merito alla persona privata del sindaco uscente, che riteniamo individuo onesto, affermiamo con mestizia che l’attuale amministrazione fivizzanese si è rivelata esemplare per insufficienza culturale e progettualità politica. Il territorio del Comune è vasto e irto di difficoltà e dunque necessita di una politica di riconquista di un’identità apuo-ligure e di lavori urgenti, attinenti alla viabilità, al comparto lavoro che deve essere impostato su specificità di grande qualità, sulla scuola, sulla sanità, sulla riconquista della manualità in termini artigianali e sulla riscoperta del lavoro agricolo come industria primaria per l’umanità intera. Ma siamo rassegnati e aspettiamo altri analoghi comunicati in politichese da parte di un centrodestra, se esiste ancora tale coalizione. Assieme a tale triste palcoscenico si affiancano associazioni varie e svariate, i pentastellati (non ci piace dire “grillini” perché non abbiamo simpatia per l’ex comico Grillo) intenti a studiare le regole, senza comprendere, però, che la politica possiede la velocità della luce. Poi i Laboratori delle Idee, che si limitano a qualche battaglia di principio su questo o quel tema».

E la conclusione-constatazione: «Questo territorio della Lunigiana è costellato da alcune personalità che si ritengono la crema di un brano di società e come tali ascoltano solo se stessi: atteggiamento questo affetto da un provincialismo culturale senza pari. Mentre l’aggregazione, smussando ognuno le proprie angolature e invidie personali, sarebbe segno non solo di generosità, ma anche di lungimiranza politica. Per fare e rifare strade, per ricomporre una sanità pubblica degna del nome, per costruire scuole belle e degne della fanciullezza e dell’adolescenza, per concepire un disegno politico manageriale circa un turismo di qualità, per resuscitare un artigianato diffuso e di qualità. Come quando c’era Abramo che costruiva zoccoli per i cavalli con incantevoli disegni floreali. Ma, ripetiamo, siamo rassegnati».

Fabrizio Palagi

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