Il Tirreno

Case popolari in subaffitto: denunciati

Case popolari in subaffitto: denunciati

Una cinquantina di persone indagate. Gli intestatari abitavano in appartamenti lussuosi e chiedevano una pigione più alta

1 MINUTI DI LETTURA





Sono bastati un paio di articoli di giornale per far scattare l’indagine dei carabinieri sul mondo degli alloggi popolari. Ed è venuto fuori di tutto: una cinquantina di persone non solo non aveva diritto all’abitazione, ma subaffittavano l’immobile in nero (per forza, visto che non potevano registrarlo) a terzi. E loro si sistemavano in case di proprietà, anche lussuose, oppure messe a disposizione da amici e parenti e chiedevano affitti più alti per la casa popolare subaffittata. Chi non era in regola è stato denunciato per truffa e adesso passerà i suoi guai, anche se nel frattempo ha lasciato l’immobile che si era visto assegnare senza averne i titoli. Chi ha seguito l’indagine personalmente non è riuscito a spiegarsi una cosa: come è stato possibile per queste persone presentare documenti fasulli senza che nessuno se ne accorgesse? È bastato davvero un controllo in superficie per sentire puzza di bruciato. Segno che nessuno si è mai sognato di passare ai raggi x la graduatoria degli alloggi popolari. Chi si è “dimenticato” delle verifiche lo ha fatto con dolo oppure perché ha commesso un errore? Potrebbe essere un nuovo filone, ma su questo regna molto scetticismo. Difficile arrivare a scoprire qualcosa di più, insomma.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web