Proteste
Un difficile accordo tra cittadini e locali
Il principio è: conciliamo il diritto allo svago, al divertimento, alla socializzazione, con il diritto alla quiete. L’applicazione di esso è difficilissima, perchè il punto di equilibrio tra le...
Il principio è: conciliamo il diritto allo svago, al divertimento, alla socializzazione, con il diritto alla quiete. L’applicazione di esso è difficilissima, perchè il punto di equilibrio tra le diverse esigenze è ben poco definibile.
La Regione, con il recente decreto sull’inquinamento acustico a cui il regolamento comunale deve adeguarsi ha in sostanza stabilito che in una data zona “sensibile” possono essere organizzati al massimo 15 eventi in centro storico (25 se patrocinati da enti pubblici) e che i microfoni debbano essere spenti alla mezzanotte.
Una limitazione penalizzante, hanno subito protestato commercianti e titolari dei locali.
In parallelo, l’amministrazione comunale ha avviato un’operazione di “concertazione” con gli operatori commerciali per firmare un “patto per la notte” che sia un punto di incontro fra le esigenze di sicurezza (troppo spesso dopo la chiusura dei locali si verificano risse, vandalismi, schiamazzi) e di decoro e le esigenze – di tipo commerciale e “sociale” – di rendere vivaci le serate nel centro storico o a Marina.L’adesione al Patto, che prevede fra l’altro lo stop alla musica alle 24 e l’adozione di vigilantes o steward pagati dagli stessi gestori, sarà inevitabilmente di carattere volontario (non esiste una norma che imponga di aderire ad essa), e questo è un aspetto di debolezza. Ma l’impegno dell’amministrazione è di coinvolgere il maggior numero di commercianti nell’operazione in modo da strirngere un acccordo tra “gentiluomini” che garantisca notit più serene al la città.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
