Il Tirreno

Tratteneva i soldi del Lotto

Tratteneva i soldi del Lotto

La Corte dei Conti chiede al titolare della ricevitoria di restituire oltre 38mila euro

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Si era dimenticato di versare allo stato i proventi delle giocate del lotto, per un mese intero. E ha accampato come scusa che quel ritardo nei versamenti (si parla di più di 38mnila euro) era dovuto al fatto che, ad alcuni giocatori abituali della sua ricevitoria aveva concesso crediti. Che poi non erano però stati onorati.

La vicenda è finita davanti alla Corte dei conti dove il 75enne Silvestro Lais è stato condannato ha risarcire lo stato. L’uomo era finito sotto accusa per non aver versato, nelle casse dell’Amministrazione autonoma Monopoli di Stato, oltre 38mila euro (38mila 476 per la precisione), proventi delle giocate della sua ricevitoria del Lotto.

I fatti risalgono al periodo che va dal dicembre 2011 al gennaio 2012.

Nei giorni scorsi la Corte dei Conti si è espressa ufficialmente: Silvestro Lais, il titolare della ricevitoria, che all’epoca lui gestiva in via Parma e che è finita al centro della vicenda giudiziaria, è stato condannato al pagamento, in favore dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (A.a.m.s.), della somma di 38.476,84 euro. Oltre a rivalutazione ed interessi che verranno calcolati a decorrere da ciascun omesso versamento, ai sensi dell’articolo 33 (l.724/1994) per cui: “in caso di ritardato versamento dei proventi del gioco del lotto al soggetto inadempiente si applicano gli interessi nella misura di una volta e mezzo il tasso di interesse legale”.

Le spese di giudizio, a carico dell’ex titolare della ricevitoria, sono state liquidate in 159 euro.

I fatti risalgono a tre anni fa : a seguito di una informativa pervenuta dall'ufficio regionale per la Toscana e l'Umbria dell'A.a.m.s. e dei successivi accertamenti effettuati, emerse che, nel periodo dicembre 2011/gennaio 2012, da parte del signor Lais, titolare della ricevitoria carrarese, erano stati omessi versamenti, relativi a proventi delle giocate, per un totale - detratte le cauzioni, poi incamerate - di oltre 38mila euro.

Come titolare, allora, di una ricevitoria del lotto, il Lais era anche un agente contabile e quindi aveva l'obbligo di versare, con cadenza settimanale, i proventi delle giocate.

Ed è proprio per questo motivo che l’allora gestore della ricevitoria in centro città è finito al centro della vicenda giudiziaria che ora lo vedrà costretto a restituire tutti i soldi “omessi” dai versamenti nelle casse dello stato.

Le argomentazioni difensive si sono incentrate, essenzialmente, sulla mancanza di dolo nel ritardo dei versamenti, dovuto all'aver concesso, ad alcuni giocatori, crediti poi non onorati.

La Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Toscana (presieduta dal giudice Francesco Pezzella consiglieri a latere Carlo Greco e Francesco D’Isanto), si è espressa definitivamente condannando il Lais a risarcire l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato.

La sentenza è stata emessa il 21 febbraio scorso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web