Sicurezza
Sente rumori e accende la luce “C’è qualcuno?” e i ladri fuggono
Una signora di Villafranca racconta del tentativo di furto che ha subito mentre era in casa con il marito: ho trovato la portafinestra danneggiata, non ho avuto subito paura ma a ripensarci, sì
VILLAFRANCA. Negli scorsi mesi un’ondata di furti seriali si è abbattuta sul territorio lunigianese, lasciando nella popolazione un senso di paura e sbigottimento. La maggior parte delle scorrerie si è focalizzata nel Fivizzanese, ma anche gli altri comuni non sono stati immuni da tali fenomeni. Anche Villafranca fu messa nel mirino dai malviventi che colpirono i luoghi sacri, gli esercizi commerciali e le abitazioni private. Tutti colpi messi a segno da bande probabilmente differenti, che però avevano destato allarme in chi abita nel capoluogo.
In questi ultimi mesi pareva tornata la serenità, non erano state più segnalate effrazioni e la gente iniziava a vederle come una tempesta passeggera che si era abbattuta sulla Lunigiana solo per poco tempo. Ma giovedì sera, per una famiglia di Villafranca, questo fantasma che pareva smateriallizzatosi, è ricomparso alzando di nuovo lo stato di allerta.
«Erano circa le 20, – ci racconta la signora Gianna Giumelli, protagonista-vittima del fatto – avevo fatto rientrare i cani in casa ed ero con mio marito al piano di sotto della mia abitazione. D’un tratto sento un trambusto provenire dal piano superiore. I miei figli non erano ancora rientrati dal lavoro. Ho iniziato a salire le scale chiedendo se ci fosse qualcuno, nel contempo accendo le luci per continuare l’ispezione».
Molto probabilmente questo gesto ha intimorito chi si era introddoto inducendolo alla fuga. La donna al piano superiore, nell’immediatezza non ha notato nulla di anormale.
«Solo la mattina dopo ci siamo accorti dei danni che la porta finestra aveva ricevuto. Danni al legno degli infissi, molto probabilmente hanno iniziato il tentativo di scasso da lì, per poi arrivare alla rottura del vetro vicino alla maniglia». la donna ammette di non aver avuto una particolare paura in quella circostanza, cioè al momento in cui ha cominciato a salire le scale della casa avendo sentito dei rumori. Ma se ci ripensa, a mente fredda si chiede «cosa avrebbero fatto i ladri se fossero stati sorpresi inflagrante? Poteva finire in mille modi, visto che non si sa mai come possano reagire, magari ricorrendo anche alla violenza. Al piano superiore era coricato mio padre, che ha 84 anni, dormiva e non si è accorto di nulla. Ora ho un po’ di timore che possano tornare, restiamo vigili e per fortuna a fare la guardia abbiamo tre cani». La famiglia della signora Giumelli era già stata vittima di un furto. A settembre dello scorso anno il negozio di bici “Due Ruote” fu derubato. I malviventi si erano allontanati poi dalla scena del crimine portando via la refurtiva e rubando il furgone del marito delkla signora Giumelli: l’uomo lo aveva posteggiato nei pressi dell’esercizio commerciale. I malviventi lo hanno evidentemente utilizzato per caricarci la refurtiva e darsi alla fuga.
Per quanto riguarda l’episodio di giovedì scorso, secondo quanto hanno ipotizzato le forze dell’ordine,di rubare in casa sarebbe opera di inesperti, visto che hano fatto rumore e il furto è fallito. Ma secondo la donna una certa pianificazione del colpo c’è stata: «Intorno alla mia casa si estendono i campi, non dovrebbe essere difficile nascondersi e monitorare la situazione. Questo sospetto mi è venuto dall’orario scelto e il punto di ingresso. Solitamente noi abitiamo nela parte inferiore della casa, e forse i malviventi ci tenevano d’occhio e anche questo particolare denota che forse hanos tudiato il momento più propizio per entrare in azione». Ma, almeno questa volta, uno dei tanti tentativi di furto in abitazini in Lunigiana, è naufrgato.
Cristinao Borghini
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