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Rabbia dei camionisti: le strade dissestate ci costano un milione

Rabbia dei camionisti: le strade dissestate ci costano un milione

Denuncia della Fita Cna: buche, asfalto sconnesso, lavaggio impongono molte riparazioni. «Ora una vera manutenzione»

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CARRARA. La Fita Cna torna all’attacco contro le condizioni della viabilità a monte e lo fa con un durissimo documento corredato da un video (dal quale abbiamo tratto alcune immagini), in cui parla anche di cifre. «Un milione di euro ogni anno per riparare i camion. E’ la “tassa” che gli autotrasportatori sono costretti a pagare complessivamente, ogni anno, per la manutenzione dei camion che utilizzano per trasportare blocchi, terra e sassi dalle cave al piano», tuona la Federazione dei trasportatori di Cna.

«A rimetterci sono sospensioni, balestre, sterzi, pneumatici e sempre più le centraline elettriche danneggiate dai getti d’acqua del lavaggio di Miseglia. I danneggiamenti ai mezzi sono prodotti dall’asfalto dissestato e sconnesso, da una infinità di buche e “toppe” che con la pioggia cedono come nel caso della rotonda del lavaggio di Miseglia chiusa da settimane ormai a causa di un tombino “pericolante”. Ma non è purtroppo l’unico. Poco più avanti transenne e cartello “sporgenti” riducono l’ampiezza della carreggiata a causa dell’asfalto gruviera».

Fita Cna ricorda che da tempo ripropone queste lamentele: «Viabilità e gallerie prive di adeguata canalizzazione e raccolta delle acque che nei giorni di pioggia – come documentato – trasformano le strade in pericolosissimi ruscelli che portano a valle detriti e fanghiglia oltre a “sfondare” con la sua azione di erosione il manto. Poi c’è il nodo del lavaggio ancora irrisolto che continua a provocare danni alle carrozzerie dei veicoli, opacizza i parabrezza ed i finestrini, riducendo così la visibilità dei conducenti, con tutti i rischi che ne conseguono per la sicurezza stradale».

«La politica delle toppe non funziona – spiega Massimo Ricci, Presidente Provinciale Cna Fita– così come non funziona la logica della manutenzione straordinaria. Qui serve una manutenzione periodica ed ordinaria, pianificata e costante. Solo in questo modo possiamo sperare di avere risultati duraturi ed ottimizzare le risorse destinate alla sicurezza stradale».

Per ottenere i fondi necessari per gli interventi, Cna Fita propone all’amministrazione comunale di attingere da più voci: «In piccolissima parte dalla tassa marmi e dai proventi derivanti dalle sanzioni amministrative per le violazioni del codice della strada elevate nei confronti degli autotrasportatori, questi ultimi da destinarsi interamente agli interventi di manutenzione della sede stradale». Da queste voci Fita Cna è convinta che si possano reperire le risorse necessarie. «avorare in cava sta diventando sempre più un azzardo; le strade sono pericolose – commenta ancora Ricci. Con una programmazione vera e seria possiamo arrivare a migliorare in pochi anni la viabilità, diminuire le percentuali di rischio, alleviare i danni ai mezzi e soprattutto spendere meno e probabilmente meglio».

Altra nota dolente è quella dei cordoli che delimitano le rampe di accesso alle pese di MisegliaBassa: «Nonostante ripetute segnalazioni, non sono ancora stati ridotti, sono urtati dai pneumatici e dalla parte bassa dei mezzi e continuano a creare difficoltà di manovra durante il transito attraverso l’impianto».

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