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Vasche di decantazione ok, poi il caos

Vasche di decantazione ok, poi il caos

Commissione marmo alle cave: dal piazzale di Fantiscritti le acque di scolo finiscono nella via

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CARRARA. La commissione marmo del Comune ha effettuato ieri mattina un sopralluogo alle cave: per regimentare l’acqua piovana che scende dalle vasche di decantazione serve un intervento nei pressi del piazzale di Fantiscritti, perché l’acqua una volta decantata nelle vasche e quasi purificata dalla marmettola, scende fino al piazzale ma da lì in poi, mancando le canalette, finisce tutta nella strada. Ier la commissione però ha dovuto interrompere il sopralluogo, a causa di una grandinata. Ma ha potuto individuare almeno uno dei problemi legati alla regimentazione idrica delle cave. I consiglieri, guidati dal presidente di commissione Massimo Menconi (Federazione della Sinistra) e accompagnati dal dottor Antonino Criscuolo, responsabile dell’ufficio Gestione Cave del Comune, hanno lasciato le auto nei pressi del piazzale, e si sono incamminati su una ripida via di cava, per raggiungere e visionare una vasca di decantazione.

Si tratta di un piccolo bacino artificiale, largo un paio di metri e profondo uno e mezzo, che raccoglie l’acqua piovana che scola dal monte, attraverso le apposite canaline: la vasca serve a far sedimentare la marmettola che l’acqua trascina con sé, nella sua discesa, evitando che tutto il fango si riversi a valle. Una volta raggiunta la capienza massima, dalla vasca esce l’acqua, ma non la marmettola che essendo più pesante si posa sul fondo: ovviamente, per funzionare in modo efficace, questi piccoli bacini artificiali devono essere puliti regolarmente. «Questi interventi sono a carico dei concessionari e devo dire che vengono effettuati regolarmente, anche se qualche volta dobbiamo sollecitarli noi» ha spiegato il dottor Criscuolo. Almeno a Fantiscritti però, il problema non è rappresentato dalle vasche, che sono numerose e dislocate quasi su ogni tornante delle vie di cava: piuttosto in quel bacino manca un sistema di condutture che raccolga le acque una volta arrivate a livello del piazzale e le incanali verso valle. In pratica le canaline di scolo che scendono dalle cave, confluiscono nella zona del piazzale dove appunto dovrebbero essere raccolte e “regimentate”: questo sistema però, attualmente, manca e così le acque si disperdono su strade e canali naturali, creando tutta una serie di problemi, sia dal punto di vista ambientale sia per quanto concerne la sicurezza idrogeologica del territorio.

Il sopralluogo della Commisione Marmo avrebbe dovuto proseguire nel bacino di Gioia ma, a causa di una violenta grandinata è stato sospeso, con l’impegno dei consiglieri a tornare in visita alle cave appena possibile.(c.ch.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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