Sicurezza
Torna alla ribalta la scuola del marmo alla cava di Pasquilio
Il piano paesistico regionale apre a nuovi finanziamenti Preoccupazione invece per il ventilato stop all’estrazione
MONTIGNOSO. Passa anche per Montignoso la paura di una possibile e probabile chiusura delle cave di marmo all'interno del Parco delle Apuane; preoccupazione che nasce non tanto per la presenza di cave attive di proprietà del comune all'interno del parco, quanto per l'indotto che ruota attorno all'attività estrattiva di tutte le cave delle Apuane.
All'incontro con il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, avvenuto nei giorni scorsi a Firenze e a cui erano stati invitati tutti i sindaci e gli amministratori dei comuni interessati al nuovo Piano paesaggistico e alla delibera sulla chiusura delle cave, ha partecipato anche l'assessore all'ambiente di Montignoso Andrea Gabrielli.
«C'eravamo recati all'incontro con grande apprensione- spiega l'assessore- perché la ricaduta che la chiusura delle cave del Parco potrebbe avere su Montignoso è elevata e gravissima».
Montignoso ha solo una cava all'interno del Parco delle Apuane, quella del Pasquilio, ma è un sito dismesso; a Montignoso però esistono decine di aziende e di laboratori del marmo che vivono grazie all'estrazione di tutte le cave delle apuane: prima fra tutte la Campolonghi, azienda mondiale tra le più longeve del territorio e che, ricorda l'assessore Gabrielli, da quando è nata non ha mai licenziato neanche un dipendente.
«Non vorremmo che questo provvedimento avesse effetto negativo sulle nostre imprese- continua Gabrielli- ; il lavoro deve venire prima di tutto; abbiamo visto il presidente Rossi molto disponibile ad ascoltarci; gli abbiamo manifestato la nostra preoccupazione, lui si è detto disposto a monitorare la situazione».
Un approfondimento tra Regione e comuni marmiferi del Parco delle Apuane per regolare l'attività estrattiva e sviluppare l'area protetta: è questo, infatti, il compito che si è dato, con tempi molto stretti, il tavolo regionale che tornerà a riunirsi entro i prossimi 10 giorni. A fronte delle legittime preoccupazioni per l'indotto che lavora grazie all'attività estrattiva delle cave del Parco, c'è anche un rovescio della medaglia che riguarda il plauso ad un Piano paesaggistico, che potrebbe far piovere finanziamenti pubblici sulla cava del Pasquilio di Montignoso.
Nello specifico, come spiega l'assessore Gabrielli, il nuovo piano non è tutto da buttar via, anzi: nel prevedere la riconversione delle cave all'interno dell'area protetta, darebbe anche la possibilità di risistemare la famosa cava del Carchio, ormai dismessa e anche in condizioni di degrado. Fondi per ripristinare la montagna, dunque, e riportarla all'antico splendore, per ripulire la cava e rendere il versante nuovamente vivo.
Il progetto interessa non poco il comune di Montignoso che, sulla cava dismessa del Pasquilio, già sognava di mettere mano attraverso il bando della Fondazione Telethon per la costruzione di una scuola del marmo, per i giovani talenti del territorio.
Al bando il comune fu ammesso, ma ancora non si sa se abbia ottenuto i finanziamenti: si tratta di 250 mila euro, di cui 50 mila a carico del comune, ma che l'amministrazione avrebbe già reperito grazie ad uno sponsor privato. Il progetto, oltre alla nascita del laboratorio del marmo, è finalizzato anche a recuperare gli antichi sentieri e la vecchia via di lizza che dal Pasquilio conduce a quello che era il piano di cava della montagna.
Manuela D’Angelo
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