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Pignoramenti, aumentano le case all’asta

Pignoramenti, aumentano le case all’asta

Dalle villette al mare agli appartamenti in centro: non si salva nessuno. Sale la morosità nei condomini. Sarà un 2014 nero

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MASSA. C’è anche chi si è visto pignorare la villetta a pochi metri dal mare per un debito di poche decine di migliaia di euro. E c’è pure chi si è trovato con l’appartamentino in centro messo all’asta per una serie di bollette non saldate. Nessuna di queste persone credeva che quelle quattro mura acquistate con tanti sacrifici potessero svanire in così poco tempo, ma da quando l’ufficiale giudiziario ha bussato alla loro porta sono entrati in un incubo. Toccando con mano la crisi.

I numeri della cancelleria delle esecuzioni immobiliari del tribunale di Massa-Carrara sono inquietanti. E fanno capire che il momento peggiore è questo e che ci vorrà del tempo per superarlo. Anzi dopo il blocco dei pignoramenti degli immobili tra poco gli ufficiali giudiziari cominceranno a viaggiare e a portare quelle cartoline che nessuno vorrebbe mai ricevere. Nel 2012 le esecuzioni pendenti al primo gennaio erano 847, durante l’arco dei dodici mesi ne sono sopravvenute 279 e smaltite 254 per un saldo che a inizio 2013 parlava di 872 esecuzioni. Nell’anno appena trascorso le esecuzioni smaltite sono salite a 325 mentre quelle sopravvenute sono state 267 e così nel 2014 si parte da 814 esecuzioni pendenti. Che saliranno vertiginosamente appena ci sarà lo sblocco dei pignoramenti. Insomma, se non nera la situazione è di un grigio fumo di Londra.

Del resto per finire in disgrazia, così per i privati come per le aziende, basta davvero poco. La morosità è all’ordine del giorno, per gli immigrati come per gli italiani. A batter cassa sono le banche, ma anche Equitalia. Ci sono condomini a Massa che hanno accumulato debiti per oltre ventimila euro. Sono partite le lettere di sollecito dell’amministratore, poi quelle del legale, fino al decreto ingiuntivo. Qualcuno dei debitori ha chiesto la rateizzazione. Ma ancora la soluzione non c’è stata e alla fine sarà inevitabile la confisca della casa e la sua messa all’asta, nel tentativo di rifondere i creditori. Casi come questo purtroppo aumentano con il passare dei mesi e con la lunga serie di licenziamenti e cassa integrazioni. Adesso bisogna attendere poco più di un mese per vedere la prima trimestrale dell’anno. Non sarà buona.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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