Il dolore
L’Opa rilancia e tenta di portar via un pezzo a Firenze
Bruno Murzi: la Regione trasferisca qui la chirurgia toracica Ora collaboriamo con il Meyer, ma così saremmo unici
MASSA. A tagliare la testa al toro ci ha pensato il presidente Enrico Rossi: il materno infantile lascia Montepepe, se ne va al secondo piano del nuovo ospedale, in viale Mattei e l’Opa “conquista” un punto nascita di terzo livello. Non solo rimane eccellenza regionale di cardiochirurgia, ma conta (o conterà) - parola del presidente - su un finanziamento da venti milioni di euro. E - a completare il quadro - il Pasquinucci, a braccetto con il Sant’Anna di Pisa, inaugura un percorso formativo universitario di cardiochirurgia pediatrica. Quadro rassicurante, almeno così si deduce: da quando Enrico Rossi ne ha tracciato i contorni neanche l’ombra di una polemica sul futuro delL’ospedale pediatrico apuano e della Fondazione Monasterio che ne è la “madre”.
Addio alle polemiche, è il tempo delle proposte. La prima e più importante è targata Bruno Murzi. Il primario di cardiochirurgia pediatrica alza il tiro e alla lista delle cose da fare, per elevare l’Opa alla massima potenza, ha qualcosa da aggiungere e non si tratta di un dettaglio: portare da Firenze a Massa la cardiochirurgia toracica pediatrica e l’endoscopia respiratoria. Proposta che Murzi rafforza con una frase eloquente: «Se ci vogliono così bene - non lo dice, ma il riferimento è alla Regione - ce ne vogliano fino in fondo».
Questione delicata perché le specialità che il primario propone di trasferire in quel di Massa sono a Firenze, in casa Meyer. Ma sono quelle che garantirebbero al Pasquinucci di acquisire un altro attestato di eccellenza e confermarsi unico polo italiano (uno dei tre europei) in grado di intervenire contemporaneamente su cuore e trachea. In pazienti di pochi mesi.
Del resto non si tratterebbe di percorrere una via inesplorata perché su quel fronte - e questa è la notizia positiva - Meyer e Opa collaborano e lo fanno da un bel po’. Dal 2008, quando due mostri sacri della medicina, Bruno Murzi, appunto, primario di cardiochirurgia pediatrica e Lorenzo Mirabile, uomo Meyer, primario, invece, di anestesia, rianimazione ed endoscopia dell’ospedale fiorentino, hanno unito le forze. Sono in grado di operare bimbi di 3-4 chili al cuore e alla trachea. In contemporanea. Perché spesso i problemi cardiaci hanno risvolti respiratori e quelli respiratori complicanze vascolari. Una collaborazione - parola di Murzi - che ha dato grandi frutti: «Un centinaio di piccoli operati, 26 in circolazione extracorporea (a “pompare” il sangue è una macchina ndr) fino all’ultimo intervento». Quello di poche settimane fa che ha salvato la vita ad un bimba russa di 4 mesi e 4 chilogrammi. Un’opera d’arte della medicina, un intervento unico su un cuore malato e una trachea spessa come un capello. E Viktoria ce l’ha fatta: ora il suo cuore batte regolarmente e l’aria entra libera nei polmoni. «La collaborazione c’è tutta - Murzi va al nocciolo - ma ci sono problemi logistici. A volte sono io ad andare a Firenze, ma quando servono le macchine per la circolazione extracorporea si sposta Mirabile». Lo ha fatto anche per Viktoria. Un lavoro di chirurgia ed endoscopia con tanto di immagini proiettate su un monitor e verifiche della capacità respiratoria e di eventuali imperfezioni post operatorie in trachea. «A Massa - rincara Murzi - abbiamo le condizioni per realizzare un reparto di cardiochirurgia delle alte vie respiratorie. Sarebbe un vero segnale di potenziamento». Massa che porta via un pezzo - e non da poco- a Firenze. O - letto senza campanilismo - la sanità toscana che si potenzia e si propone con competitività massima sulla scena europea.
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