Il Tirreno

«A cercare lavoro mi ci porta mamma»

Una fotografia dei giovani “senza arte né parte”: hanno dai 20 ai 29 anni e si presentano ai Servizi sociali con la famiglia

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Sono quelli che una volta erano i “senza arte nè parte”.

Adesso si chiama la generazione neet (Not engaged in Education, Employment or Training), che non frequentano scuole e non hanno un lavoro. Gli invisibili. Una fascia di uomini e donne, di età compresa fra i 19 e i 29 anni, che non è entrata nel mondo del lavoro, è fuori da quello dello studio e, soprattutto, non si è mai rivolta ai servizi sociali. E, se vanno a chiedere lavoro lo fanno accompagnati dalla mamma. Sono questi i dati più interessanti emerso dallo studio “Le nuove forme di povertà in provincia di Massa-Carrara” presentato dall’Istituto studi e ricerche della Camera di commercio. Uno studio svolto in collaborazione con l’Università di Pisa, che costituisce la seconda fase di un progetto voluto fortemente dall’assessore al sociale, nonchè consigliere dell’Isr, Giuseppina Andreazzoli. «Nell primo step abbiamo fotografato la situazione generale - ha messo in evidenza l’assessore Andreazzoli - Adesso poi ci siamo concentrati sui giovani. Credo che questi studi, grazie anche alla serietà e competenza con cui vengono colti possano davvero aiutare ad avere un quadro completo del territorio e delle emergenze sociali. Per poter così poi programmare le politiche per cercare di risolverle».

Sulla stessa linea il presidente dell’Istituto Studi e ricerche, Gianfranco Oligeri: «Fino a due anni fa l’istituto non si era mai occupato delle problematiche sociali - ha spiegato - abbiamo appoggiato appieno questo progetto, convinti che è solo conoscendo bene ed indagando il tessuto sociale del territorio si possano poi programmare tutti gli altri tipi di intervento». Il rapporto di ricerca eseguito in collaborazione con l’università di Pisa (1200 contatti tramite le interviste telefoniche con computer e 400 interviste complete) ha fatto il quadro di una situazione difficile. Al momento della rilevazione, nell’ottobre dello scorso anno la provincia apuana contava 547 persone (75% uomini) beneficiari dell’indennità di mobilità. Circa il doppio rispetto all’anno precedente.

E il dato più preoccupante è quello della generazione Neet: la percentuale di chi nell’età compresa fra i 20 e i 29 anni non si sono è mai rivolto al Centro per l’impiego è in costante aumento: nel 2012 costituiva, stando a quanto riportato dalla ricerca, il 23,8% .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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