La manifestazione
«Sono io l’offeso, l’indagine lo dimostrerà»
MONTIGNOSO. Franco Quiriconi, presidente della commissione su Cava Fornace, è costretto a replicare alle affermazioni del Movimento 5 Stelle, che torna sull'episodio delle presunte minacce di morte...
MONTIGNOSO. Franco Quiriconi, presidente della commissione su Cava Fornace, è costretto a replicare alle affermazioni del Movimento 5 Stelle, che torna sull'episodio delle presunte minacce di morte rivolte al consigliere Paolo Lenzetti. Da un anno e mezzo Quiriconi, che è stato denunciato per minaccia di morte, attende suo malgrado il rinvio a giudizio, sapendo di poter dimostrare la sua estraneità ai fatti, qualora si arrivasse al processo. " E'tutto paradossale- spiega Quiriconi- ; non ho minacciato di morte nessuno e infatti Lenzetti non ha nemmeno un testimone che possa confermare la sua dichiarazione. Dirò di più: è stato lui a minacciare me fuori da Cava Fornace, perché non era stato invitato a partecipare al sopralluogo della commissione. Mi disse: 'ti aspetto e ti faccio una faccia così'; accadde tutto in pochi attimi, ammetto di aver risposto alla provocazione, dicendo 'risolviamola subito', ma nulla di più. Sono un uomo perbene di 64 anni, ho moglie e una figlia, questa storia mi sta logorando: non arriverei mai alle mani con uno più giovane". Quiriconi non nasconde la sua preoccupazione, per un caso che è arrivato addirittura in Senato, attraverso la senatrice 5 Stelle Laura Bottici, che ha espresso solidarietà per il consigliere Lenzetti, in merito alle gravi minacce ricevute negli anni per il suo impegno nella discarica di Cava Fornace. Il presidente della commissione si dichiara però fiducioso e ribadisce anche che era nelle sue facoltà non invitare Lenzetti alla commissione, perché in quel momento il consigliere non ne faceva parte: "Io non lo chiamai, come non chiamai nessun altro capogruppo- spiega Quiriconi-; lui fu l'unico che con la prepotenza che lo contraddistingue, volle partecipare per forza; io sospesi i lavori, lui se ne ebbe a male e volle vendicarsi così. Credo inoltre che cerchino di strumentare la storia, facendomi passare per chi difende gli interessi della discarica, io che da quando nacque quel sito, ne sono sempre stato fervido nemico". E infine: "Mi pento di non averlo denunciato io quel giorno- conclude Quiriconi- ; ho fatto un grave errore. Mi spiace che potrei finire in tribunale per un reato che non ho commesso. Negli atti dei carabinieri che svolsero le indagini non c'è uno straccio di prova che io abbia minacciato di morte Lenzetti. Mi spiace per lui, ma lo considero un mitomane". (Mda)
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