Toscana
Rifugiati politici, querelle Varese-Barani
Il sindaco: sa bene che i soldi del progetto di ospitalità devono essere per forza usati a tale scopo
AULLA. Non lo nomina mai per nome e cognome, ma parrebbe fare riferimento al senatore Lucio Barani il presidente della Società della Salute della Lunigiana, Riccardo Varese.
Quest'ultimo, infatti, interviene sul tema del bando ministeriale a beneficio dei richiedenti asilo e dei rifugiati, sul quale hanno polemizzato, nei giorni scorsi, Barani e il vice coordinatore provinciale della Giovane Italia, Juri Gorlandi: «Ci stupisce non poco che un politico di lungo corso, addirittura senatore, non sappia (o meglio, faccia finta di non sapere) che i 558mila e 906 euro a sostegno del progetto Sprar (Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati), oltre a essere provenienti dal Ministero degli Interni del suo ex compagno di partito Angelino Alfano, sono finalizzati al progetto in questione, quindi non potranno essere usati diversamente. Inoltre, se la SdS non avesse partecipato al bando, molto semplicemente questi soldi non sarebbero arrivati in Lunigiana. Il senatore preferisce forse questa prospettiva? Qualcuno potrebbe sostenere che il senatore si intende di mancati aiuti statali a beneficio della Lunigiana, visti i risultati ottenuti a Roma. Infatti, il senatore e il suo giovane amico, ai quali piace confondere le acque e fare passare messaggi demagogici, è bene che siano consapevoli del fatto che con questo progetto non si tolgono soldi ai cittadini e non si utilizzano fondi che potevano essere destinati ad altro. Semplicemente si veicolano sul nostro territorio finanziamenti che avranno una ricaduta positiva».
Infatti, secondo Varese, se la Società della Salute della Lunigiana non avesse partecipato al bando, che vedrà l'Arci occuparsi materialmente del progetto, «qualche altro soggetto avrebbe colto l'occasione, magari in altri territori. Alla SdS, però, non piace rimanere ferma al palo e in questi anni abbiamo attivato diversi progetti che hanno portato occupazione e sviluppo. Perchè i cittadini devono sapere che il progetto Sprar non toglie risorse al territorio, ma, al contrario, crea posti di lavoro (due che potranno diventare tre, con l'innalzamento da 15 a 21 dei richiedenti asilo e dei rifugiati che godranno dell'ospitalità), fa circolare denaro per gli affitti (ci sono 4 proprietari di case che hanno locato i propri alloggi) e gli ospiti, particolare tutt'altro che marginale, faranno la spesa in Lunigiana, Pertanto, una ricaduta economica sul territorio è assicurata, ma quello che maggiormente ci preme è che si tratta di un progetto che, al di là degli aspetti economici, pur importanti, avrà ricadute di civiltà che speriamo possano rappresentare un fattore di crescita per la cittadinanza». (g.u.)
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