Il Tirreno

Morì folgorato, il corpo resta in obitorio

Morì folgorato, il corpo resta in obitorio

Il cadavere del romeno 40enne non è stato ancora sepolto, e non è stata fatta richiesta per farlo rientrare in patria

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. È morto folgorato su un traliccio, a 11 metri di altezza, mentre stava rubando il rame.

La sua vita spezzata a 40 anni, alle tre del mattino, giovedì scorso. Il suo corpo, a una settimana dalla tragedia, è ancora in obitorio. Nessuno lo ha reclamato. Per lui, ancora, nessuna sepoltura.

Di lui non si conosce nemmeno il nome. Le sue generalità, infatti, non sono state fornite. Dalla Procura hanno fornito soltanto le inziali. Due lettere, D.C., per una vita spezzata. Solo un nome, Daniel, per un morto che non ha ancora avuto la pietà di una tomba.

Quello che si conosce è che, assieme a un connazionale, era entrato nel piazzale dell’azienda del marmo Igf, in via Provinciale ad Avenza. E che, con una cesoia (ritrovata a terra dalla polizia) aveva provato a “sbucciare” quei cavi dove scorre la linea di intensità media da 15mila volt. Una parte della linea è da tempo disattivata, una parte invece è funzionante. Gli effetti devastanti della corrente elettrica hanno spezzato la vita del quarantenne. È morto sul colpo, dopo nemmeno due settimane dal suo arrivo in Italia dove aveva raggiunto dalla Romania un compagno di infanzia con l’intento di trovare lavoro.

Adesso quel corpo martoriato, dalla settimana scorsa giace ancora in obitorio, a Carrara. Nessuno lo ha reclamato per fargli il funerale. Nessuno ha fatto, ad oggi, richiesta per riportare il cadavere in patria.

Sembra un nuovo caso Olga Kogut, la 31enne ucraina morta di stenti il 26 febbraio del 2012 (di cui parliamo in un altro articolo ndc).

Ma questa volta a complicare le cose non c’è alcun processo in corso. E, soprattutto, non ci sono indagini, non ci sono vincoli di carattere giudiziario.

Questa volta la situazione, dal punto di vista legale è completamente diversa.

Dalla Procura non c’è alcun vincolo, il corpo non è sottoposto a sequestro perché, subito dopo l’incidente sono state chiare le cause della morte. Nessun esame autoptico.

Come ha confermato il procuratore capo Aldo Giubilaro dalla Procura della Repubblica è arrivato già da giorni è il nulla osta per la sepoltura. E per il rientro in patria. Il quarantenne avrebbe potuto già essere sepolto ma quello che si profila è un funerale a spese dell’amministrazione e una sepoltura nella fossa comune, se qualcuno della famiglia non si farà avanti, a spese del Comune. L’epilogo di una vicenda triste, fatta di povertà e miseria, del sogno di trovare, in Italia, una vita migliore. I sogni che si erano infranti, già prima di salire su quel traliccio dove è rimasto folgorato.

(a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web