Il Tirreno

Zona franca, «un’opportunità persa»

di Manuela D’Angelo
Zona franca, «un’opportunità persa»

Norberto Ricci attacca Volpi: rinnovi il percorso per i finanziamenti, non basta tagliare i telefonini

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MASSA. Si torna a parlare delle zone franche urbane (zfu) e piovono milioni di euro su diversi territori italiani, ma non su Massa, che rimane indietro.

Per questo parte l’appello del presidente della Confcommercio Norberto Ricci al sindaco Alessandro Volpi: «Al giorno d’oggi i problemi non si risolvono soltanto tagliando i telefonini - dice Ricci riferendosi alle politiche di spending review della giunta - occorrono anche politiche di sviluppo e qui stiamo perdendo una delle ultime occasioni». Infatti, dopo il decreto ministeriale (aprile 2013) che ridisegnava i confini per rientrare nelle così dette aree depresse e dava così la possibilità di accedere ai nuovi finanziamenti europei, regioni come la Sicilia, la Campania e la Calabria hanno già ricevuto, per le loro zfu, numerose agevolazioni e milioni di euro: 98 milioni in Campania, 54 milioni in Calabria e circa 300 milioni per le tre zfu della Sicilia.

La provincia di Massa Carrara, invece, al momento rimane a guardare: eppure anche lei era rientrata, con Massa in prima linea, tra le zone franche urbane accreditate nel 2009 (con delibera Cipe dell’8 maggio). Fu proprio l’attuale sindaco Alessandro Volpi ad iniziare, quando era assessore al bilancio, l’iter che all’epoca suscitò non poche polemiche; poi il problema fu la mancanza di finanziamenti, che fece cadere il progetto e secondo alcuni fu un bene perché, si disse, un comune turistico come quello di Massa avrebbe potuto ricevere cattiva pubblicità dall’inserimento nelle zone franche urbane.

Il provvedimento fu quindi lasciato nel dimenticatoio e ripreso un’ultima volta nel 2012 grazie ad un ordine del giorno dell’allora consigliere Pd Riccardo Della Pina, che fu approvato in consiglio. Da quel giorno non se ne è saputo più nulla.

La partita vera, secondo la Confcommercio, si doveva giocare l’anno scorso, quando il Ministero dello Sviluppo riaprì la strada per le zone franche urbane: «Massa aveva già fatto i 3/4 del percorso - spiega Norberto Ricci - e adesso è ferma quando potrebbe avere un’ opportunità d’oro. Nel 2009 rientrammo tra i confini delle zfu perché avevamo parametri da sud Italia. Oggi, non mi spavento a dirlo, siamo messi peggio anche del sud. I numeri sono ancora calati. Strano che il sindaco Volpi non abbia colto l’ultimo decreto ministeriale. Occorre creare un ufficio ad hoc per seguire le pratiche che sono complesse e riavviare l’iter».

I passaggi sono burocraticamente impegnativi: intanto Volpi dovrebbe riunire tutti i sindaci della provincia e rimettere sul tavolo il percorso zfu; poi la palla dovrebbe passare alla Regione Toscana che a sua volta dovrebbe contattare altre due regioni, nel nostro caso Liguria e Lazio, perché la domanda al Ministero va presentata da tre regioni confinanti insieme. «Inutile dire - conclude Ricci - che il peso politico di questa battaglia è alto. A Volpi, se vorrà, andrà tutto il nostro supporto e aiuto perché la cosa vada in porto».

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