La manifestazione
Veronica è già in pista con un nuovo disco
La De Simone, dopo Sanremo, ha Incontrato il sindaco Volpi. «Spero di cantare anche qui a Massa. All’Ariston è stata una grande esperienza»
MASSA. Uno scricciolo biondo e sorridente entra emozionata nell'ufficio del sindaco Alessandro Volpi, reduce da una splendida performance a Sanremo. E' Veronica De Simone, cittadina massese, voce celestiale, jeans e scarpe da ginnastica, accompagnata dalle sue insegnanti di Liceo, la professoressa Amina Vita e Ilaria Zolesi.
Non ha vinto, ma ha incantato il pubblico e l'orchestra che l'ha omaggiata applaudendo la sua interpretazione di "Nuvole che passano", brano da cantare tutto d'un fiato.
Il primo cittadino l'ha voluta incontrare, assieme all'assessore alla cultura Mauro Fiori e le hanno strappato la promessa di un concerto estivo nella sua città natale, quella città dove i suoi cd non si vendono, perché (ahinoi) manca un negozio di dischi.
Veronica, la più bella delle giovani proposte, secondo Vanity Fair, che ha dato voto otto al suo abito di pizzo bianco, indossato la sera della semifinale; Veronica e la sua amica fidata, Anna, pettinata come lei, con lunghe trecce bionde che spuntano da tagli cortissimi all'ultima moda e che distribuisce contatti, numeri telefonici, indirizzi.
Veronica, lanciata dal fortunato programma di Rai 2 The Voice si racconta dopo il Festival.
«E' andata da brividi- inizia- ; passare da una tranquilla città come Massa al palco di Sanremo, da una vita sconosciuta ad una sotto i riflettori, è stato un sogno. Potrei dire che non me lo aspettavo, ma mentirei. Nella mia vita ho sempre saputo che avrei fatto la cantante. Era il mio percorso. Sto lavorando tanto per riuscirci. Ora sono felice».
Non hai vinto, dispiaciuta?
«Ci sono decine e decine di esempi, soprattutto nella storia di Sanremo, che dimostrano che i premi non contano tanto. Io credo di essere piaciuta alla gente, ho vinto l'applauso dell'orchestra e mi hanno detto che non è da tutti, non lo fanno spesso; ho avuto molti voti da casa e se fosse stato per quelli forse sarei passata. Ma è andata così».
Come ti sei sentita sul palco dell'Ariston?
«Una principessa; trucco, vestiti, gioielli, quei tacchi così alti. Non avrei mai pensato, quello si, che nella mia vita avrei indossato abiti del genere. Poi l'emozione passa quando inizi a cantare».
Fazio e la Littizzetto come sono?
«E chi li ha visti? Non li ho conosciuti, ci ho scambiato qualche parola sul palco prima delle esibizioni. In realtà noi giovani eravamo un po' segregati, ho visto passare da lontano qualche cantante big, qualche mio idolo, ma nulla di più».
Non hai salutato neanche Raffaella Carrà?
«No, peccato vero? Lei è stata molto carina con me, mi spedì un sms prima dell'inizio del Festival. C'era scritto: sono contenta che sei arrivata sul palco di Sanremo con le tue forze. Veronica tutta la vita!. Le ho risposto che ero tanto contenta anche io» Super Carrà, come sempre.
Un episodio divertente te lo ricordi di questa esperienza?
«Sapete che ho preso in giro Virzì per il suo accento livornese? Credo di avergli addirittura fatto l'imitazione, dicendogli 'deh, deh' ..poi ho scoperto che era il presidente della giuria di qualità».
Progetti per il futuro?
«Adesso inizierò a promuovere il mio nuovo disco 'Ti presento Maverick'. Maverick è mio istinto primordiale che mi dice di non smettere mai di cantare. Poi non so: concerti, piazze, interviste, sarò a Milano per Radio Italia Live e vorrei cantare ovunque, spero anche qui a Massa».
Un saluto per i tanti giovani che vedono in te il sogno che si avvera
«Io ho fatto della mia vita un'opera d'arte. Tutti ci possono riuscire. Osare, vivere e mai sopravvivere».
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