Sicurezza
Tumore diagnosticato in ritardo, 1 milione di risarcimento
La madre muore di cancro e il giudice riconosce i danni agli eredi. Ma ad un anno dalla sentenza non hanno ricevuto un centesimo dall’Asl
MONTIGNOSO. Il cancro alla mammella vince e se la porta via, dopo tanto dolore, nel 2003, a 65 anni. Ma i figli sono certi che se il tumore al seno fosse stato diagnosticato in tempo la loro mamma avrebbe potuto farcela e si rivolgono alla giustizia civile. Chiedono i danni a tre medici e all’Asl e il giudice riconosce un risarcimento in solido da un milione e 113mila euro. Anche se, nei fatti, tirare fuori i soldi tocca all’Asl a cui viene attribuita la colpa in vigilando. Detto in parole semplici: l’azienda non avrebbe verificato l’operato dei medici. «Del resto - precisa l’avvocato Rimmaudo - l’azienda sanitaria apuana risultava l’unico creditore solvibile, in grado di versare la cifra agli eredi». Insomma, l’unica ad “avere in tasca” una somma così importante.
«La tesoreria dell’Asl- spiega l’avvocato - il pignoramento lo ha recepito, ma ha sostenuto l’impignorabilità del denaro perché destinato ad alcuni pagamenti. E chi fossero i beneficiari di quei pagamenti - rincara il legale - l’Asl non ce lo ha mai fatto sapere. E si è giustificata spiegando che è stata presentata un’istanza di sospensiva in appello». Per essere chiari, in attesa della sentenza di secondo grado, l’azienda avrebbe chiesto di sospendere l’efficacia di quella di primo grado e - di conseguenza - del risarcimento. Con il risultato che agli eredi non è ancora toccato un centesimo.
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