Il Tirreno

Parte da Balnearia l’appello al governo di Matteo Renzi

Parte da Balnearia l’appello al governo di Matteo Renzi

Gli operatori chiedono di mantenere l’accordo in essere Vatteroni (Giocondo): fermo un intervento da 700mila euro

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CARRARA. Parte da “Balnearia” l’appello degli operatori del settore al neonato governo, affinchè venga aperto un nuovo tavolo dedicato al futuro delle imprese balneari in vista del semestre europeo. Una richiesta lanciata dai rappresentanti delle associazioni di categoria nel corso del convegno “Le imprese balneari da sempre alla base dell’offerta turistica italiana. - I Concessionari Balneari Italiani chiedono stabilità e certezza nel futuro”, davanti a due parlamentari: al dibattito hanno partecipato infatti il deputato europeo di Fratelli D’Italia Carlo Fidanza, e il vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri di Forza Italia. Il momento è quanto mai delicato: dopo il “congelamento” della direttiva Bolkenstein, durante il governo Letta era stato trovato un accordo politico gradito anche agli operatori ma l’ennesimo cambio alla guida dell’esecutivo ha rimesso tutto in discussione, a pochissimi mesi dalla scadenza, indicata nella legge di Stabilità, entro la quale l’Italia dovrebbe mettere a punto una sua proposta per dissipare le nubi che ancora aleggiano sul futuro del comparto: «Noi solleciteremo la discussione delle nostre bozze di legge che prevedono la possibilità per i balneari di acquisire i beni e di avere certezze nel rinnovo delle concessioni, per una certa durata che consenta alle imprese di sviluppare la loro attività senza bandi e gare» ha dichiarato il senatore Gasparri, anticipando di essere pronto, in caso di obiezioni da parte dell’Unione europea «a spiegare e difendere la specificità italiana, e il valore delle nostre aziende balnearie».

Un dibattito, quello sul futuro delle imprese balnearie che si riaccende proprio alla vigilia dell’apertura del semestre europeo a presidenza italiana che, secondo gli operatori, dovrebbe essere una buona occasione per dar voce a tutte queste istanze: «L’applicazione della Bolkenstein così com’è è una minaccia che incombe sulla testa di 30 mila aziende e 100 mila operatori, senza contare l’indotto. Il settore è fermo perché nessuno fa più investimenti» ha spiegato Carlo Fidanza, europarlamentare di Fratelli D’Italia in prima linea a fianco dei balneari, auspicando che il semestre europeo sia utilizzato dal neonato governo «non per tagliare nastri ma per difendere gli interessi di chi lavora tutti i giorni per fare del turismo balneare italiano un’eccellenza».

Applauditissimi gli interventi di Gasparri e Fidenza da una platea decisamente numerosa, fatta per lo più da addetti ai lavori, tra cui anche una nutrita delegazione di balneari di Marina di Carrara. «Speravamo che l’accordo fatto durante il governo Letta andasse in porto e invece siamo daccapo» ha commentato Piero Vatteroni, titolare del Bagno Giocondo, di Marina di Carrara e vicepresidente Associazione Stabilimenti Balneari di Marina di Carrara. «Sono pessimista, temo che rimarremo fermi ancora a lungo» ha aggiunto Vatteroni, raccontando che ormai gli investimenti nel settore sono fermi da tempo. «Se le cose non cambiano continueremo a fare come abbiamo fatto in questi anni, comprando 3 ombrelloni invece di fare un corredo nuovo» spiega il titolare del Giocondo che poi racconta la sua esperienza personale. «Nel 2004 ho fatto fare un progetto per ristrutturare il mio stabilimento, me lo hanno approvato nel 2007: adesso è in casa e penso “bei me soldi spesi per l’architetto” perché un investimento da 6-700 mila euro su uno stabilimento che un domani non posso lasciare a mia figlia o ai miei nipoti non lo faccio…» ha sottolineato Vatteroni, evidenziando che la maggior parte dei suoi colleghi, come lui, cerca di «tamponare le perdite finchè non ci saranno delle garanzie».

Cinzia Chiappini

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