Il Tirreno

Il patto per la notte c’è, ma piace a pochi

Il patto per la notte c’è, ma piace a pochi

Per i 5 Stelle è inutile e dannoso, per Confcommercio non basta. E i residenti chiedono più coinvolgimento nelle decisioni

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Quattordici punti per disciplinare la notte massese. Un patto - e qui sta l’elemento di debolezza - che non ha carattere vincolante. Tradotto: firmi se vuoi. Però se il tuo nome in calce lo metti ha dei vantaggi, delle premialità: sconti (vedi articolo sopra) e deroghe per l’organizzazione di spettacoli.

Un meccanismo su cui punta il dito il Movimento 5 Stelle: perché - questa l’argomentazione - chi non potrà pagare i vigilantes si troverà di fronte ad un bivio. Rinunciare alla sottoscrizione e - conseguentemente - ad agevolazioni fiscali e deroghe o dire di sì salvo fare come se nulla fosse. Senza dimenticare - altro aspetto evidenziato dal M5S - che il patto è un semplice «copia incolla di articoli di leggi già esistenti e che basterebbe far rispettare».

Documento non soltanto inutile, secondo i grillini, ma anche dannoso: «Ci opporremo con ogni mezzo, non si può delegare la sicurezza - spiegano - ad una compagnia privata (si riferiscono ai vigilantes), sancendo la resa definitiva del Comune e dello Stato; affidarsi al privato nella gestione dei servizi e beni essenziali tra cui la sicurezza è un concetto su cui, queste pseudo forze di sinistra, basano la loro azione politica, a tutti i livelli; in un periodo come questo, i gestori dei locali non possono certo permettersi di pagare ogni sera, dalle 23 a chiusura, una guardia giurata; pensare che la bellezza e la vivibilità di un centro storico passi da un esercito di guardie giurate, con pettorine e radiomicrofoni, sparse per la città, ci lascia fortemente perplessi». Oppositori duri i grillini, ma non mancano i sostenitori - più o meno convinti - del patto per la notte. Confcommercio dice “si”, anche se con qualche perplessità - e i residenti del centro, invece, lamentano di essere stati poco coinvolti e di aver scoperto la novità leggendo i giornali. Il presidente della Confcommercio Norberto Ricci, pur applaudendo all’iniziativa, definisce il patto un provvedimento “all'acqua di rose” e incalza il sindaco Alessandro Volpi, riproponendo in parte l’argomentazione dei 5 Stelle: «L’adesione è volontaria e questo pone già dei limiti all’intera operazione. Noi faremo di tutto perché i nostri associati accettino e firmino il patto - assicura Ricci - la strada delineata è sicuramente giusta, ma ci aspettiamo anche che il rilancio del centro storico e del comparto avvenga per altre vie: un piano del commercio, una zona a traffico limitato che funzioni, un settore cultura capace di creare attrattiva e trainare così anche le attività commerciali. Solo col patto per la notte non andremo molto lontano». Incassato il supporto (?) di Confcommercio, l’amministrazione si vede parare contro i residenti: «Leggiamo dalle pagine del giornale quello che sarà - esordisce Andrea Piccinini, presidente del Comitato Residenti Centro Storico - avevamo avanzato proposte condensate nei nostri 10 punti su movida e ztl e il Comune ci aveva garantito che le avrebbero prese in considerazione; diversamente dai commercianti noi non siamo invitati ai tavoli di confronto e da novembre l’amministrazione non organizza più un incontro pubblico. Aspettiamo di saperne di più per adesso e speriamo bene. La stagione estiva è vicina - continua Piccinini- speriamo ancora nelle telecamere, cerchiamo di capire che ne sarà delle Cento Notti, se si chiameranno ancora così. Per adesso non sappiamo nulla». La bozza è arrivata ieri in commissione statuto, il prossimo step sarà il tavolo provinciale. Un patto tra Comune ed esercenti, quindi, in cui da una parte si intensificano i controlli su traffico, soste vietate e abuso di alcol e dall’altra si mettono a disposizione i vigilantes perché tengano a bada le situazioni a rischio. Il patto - per ricordarne i contenuti - prevede il silenzio (in strada) dalle 24 alle 8 nei weekend, dalle 23 negli altri giorni. Musica soltanto all’interno dei locali, purché insonorizzati. Patto che però non a tutti piace.

Manuela D’Angelo

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze