Sicurezza
«Gonfiate le cifre sulla reale occupazione»
MASSA. «L' escavazione del marmo e del carbonato di calcio non hanno futuro, questo ce lo dicono i dati, il settore è passato in pochi decenni da occupare 30.000 persone a poco meno di mille facendo...
MASSA. «L' escavazione del marmo e del carbonato di calcio non hanno futuro, questo ce lo dicono i dati, il settore è passato in pochi decenni da occupare 30.000 persone a poco meno di mille facendo intuire chiaramente che è un' economia residuale che sta scomparendo, dobbiamo anche aggiungere che oggi si estrae in un giorno la stessa quantità di materiale che prima si estraeva in tre mesi».
È un ping pong di opinioni quello che ha preso vita intorno al piano paesaggistico della Regione.
Il gruppo “Salviamo le Alpi Apuane” rilancia al mittente le paure di sindaci e imprenditori sull'ipotetica crisi occupazionale che si verrebbe a creare qualora le cave all'interno del parco venissero realmente chiuse.
«Incrociando i dati – commentano gli attivisti - si capisce bene che è un'economia che devasta il territorio, impoverendoci e domani se ne andrà lasciandoci con i monti devastati e nessun futuro per le nostre popolazioni. Restiamo veramente allibiti quindi da come si sia messa subito in moto la macchina del fango per screditare il nuovo piano paesaggistico delle Regione Toscana, i sindaci e gli industriali si sono subito messi a creare allarmismo tra i lavoratori delle cave ai quali mandiamo la nostra solidarietà e tra i quali abbiamo molti amici». Gli ambientalisti continuano a difendere la decisione della Regione Toscana di chiudere le cave all'interno dell'area parco e di convertire l'economia in forme alternative.
«Ci sembrerebbe molto più opportuno -continuano - che i sindaci cominciassero magari da subito delle sperimentazioni sui propri territori, facendo una programmazione economica che vada oltre il tempo di un mandato (5- 10 anni) e sappia configurare un futuro concreto per le nuove generazioni».
«Economie alternative al marmo ci possono essere – commenta Nicola Cavazzuti, presidente commissione ambiente di Massa – E' chiaro che identificare l'economia alternativa come il contadino che va a zappare la terra e che tira l'aratro è piuttosto riduttivo e poco realistico nel 2014. Basta, però, andare in altri parchi e vedere come funzionano, per capire che di economie alternative ce ne sono tante che possono funzionare».
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