Il Tirreno

«Tagli alla sanità per pagare i profughi»

Barani e Gorlandi puntano il dito sulla SdS che ha aderito al bando ministeriale per i richiedenti asilo

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AULLA. Il senatore Lucio Barani e il vice coordinatore provinciale della Giovane Italia, Juri Gorlandi, intervengono in merito al previsto arrivo in LUnigina di rifugiati politici. «La Società della Salute e i servizi ai cittadini, due realtà che non si sono mai incontrate - esordiscono Barani e Gorlandi - dato che in municipio, la SdS ha presentato ad alcuni rappresentanti dei Comuni aderenti, quali Bagnone, Licciana, Tresana e Villafranca, il progetto “Sprar”, acronimo di Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, costituito dalla rete degli enti locali che accedono al fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo. Finalità del progetto è la realizzazione di percorsi di accoglienza integrata a beneficio di chi, spesso, proviene da terre dove sono in corso conflitti e guerre, accoglienza che non si esaurisce nella sola distribuzione di vitto e alloggio, ma prevede anche misure di informazione, formazione, accompagnamento, assistenza e orientamento al lavoro, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento. La SdS Lunigiana ha partecipato in qualità di ente capofila, in partnership con l'Arci della Toscana, al bando ministeriale Sprar per richiedere il finanziamento utile per potere attivare un servizio stabile e strutturato di accoglienza e tutela per richiedenti asilo, offrendo disponibilità per 15 ospiti, fino a un massimo di 21, che saranno distribuiti sul territorio della Lunigiana e rimarranno ognuno per non più di 6 mesi, ossia il tempo necessario alla definizione del loro status giuridico. Una volta siglata la convenzione con la SdS, l'Arci si occuperà materialmente del progetto e gestirà un finanziamento di circa 559mila euro, proveniente dal Ministero degli interni, spalmato sugli anni 2014-16».

Barani e Gorlandi sottolineano che «alla luce di ciò non possiamo, fermo il riconoscimento della provenienza ministeriale dei 600mila euro impiegati in questo progetto sollevare delle obiezioni, figlie dell’attuale situazione in cui versa l’Asl: i nostri concittadini, in un difficile periodo economico e sociale, ogni giorno pagano di tasca propria servizi una volta liberamente accessibili! Ogni giorno la stampa locale da voce a una incessante serie di tagli al sistema sanitario, che vanno dall’accorpamento di reparti ospedalieri al tristemente noto taglio dell’infermiere notturno aullese passando per nuovi ticket imposti dall’Azienda per fare cassa. In un contesto in cui per ecografia addome completo il cittadino deve aspettare 229 giorni, e citiamo dati aziendali come può ancora oggi , un consorzio pubblico di servizi socio sanitari territoriali, nato come sperimentazione e bocciato all’ unisono da Corte Costituzionale e Corte dei Conti essere veicolo di fondi milionari che,se destinati al territorio ed ai cittadini rappresenterebbero la luce in un tunnel sempre piu buio?».

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