La manifestazione
Non c’è un posto per le ceneri di Piercesare Mosti
Ieri i funerali del popolare volontario della Croce Rossa Appello al sindaco dei figli: il Mirteto è esaurito
MASSA. C'è chi lo ricorda nelle sue vesti di volontario della Croce Rossa, pronto sempre a dare una mano, a mettersi in gioco personalmente. C'è chi lo rivede a bordo della sua Vespa, una passione condivisa con gli amici del popolare Club. C'è chi lo ricorda, e ricorda, i tempi di quando lavorava alla Eaton. C'è tanta Massa, quella vera, nel ricordo di Piercesare Mosti, scomparso a soli 67 anni e ieri accompagnato da giuste lacrime e commozione ai funerali.
Tanta gente a stringersi attorno alla famiglia, alla moglie e ai figli. E la morte, anzi il post mortem di Piercesare rischia di diventare un caso: non c'è un posto per sistemare le sue ceneri. O meglio c'è ma ad ostacolare il tutto ci sono i regolamenti e interpretazioni rigide degli stessi. Riposare in pace, ahinoi, è complicato.
Ne fa fede il racconto dei figli al nostro giornale con un appello rivolto al sindaco Alessandro Volpi.
«Al dolore per la scomparsa di nostro padre si aggiunge, nostro malgrado, la rabbia per vedere tanta insensibilità da parte degli uffici comunali soprattutto a fronte di mancanze da parte dell'Ente stesso. Cosa non va? Può essere sfortuna il fatto che l'impianto di cremazione di Mirteto sia andato in tilt in questi giorni e che quindi le cremazioni debbano essere fatte altrove. Per questo nostro padre resterà nella sua bara fino al 4 marzo, la prima data utile trovata in Toscana presso l'impianto di Pistoia. Il problema vero è il dopo. L'ossario di Mirteto è pressoché esaurito: ci hanno proposto gli ultimi due posti in undicesima e dodicesima fila, troppo in alto, riteniamo soprattutto per nostra madre. Altrimenti, altra soluzione, è usare la tomba di un familiare al cimitero di Turano: ma spaccando e rifacendo tutto. Non certo una soluzione ottimale.
«La soluzione, seppur provvisoria, in attesa che il Comune faccia fare i lavori di ampliamento annunciati sia per i loculi che per l'ossario a Mirteto, la soluzione ,dicevamo, ci è stata fornita da una nostra parente, purtroppo di terzo grado, che ha comprato un posto all'ossario ed era disponibile ad ospitare provvisoriamente anche l'urna di nostro padre. Abbiamo detto purtroppo parente di terzo grado, e non a caso: in Comune infatti, il signor Giusti, responsabile dell'ufficio mortuario, ha bocciato questa soluzione di buonsenso perché vietata dal regolamento che limita questa soluzione ai primi due gradi di parentela. E quindi per il Comune la soluzione sarebbe lasciare per mesi l'urna di nostro padre nella vetrinetta della camera del commiato al Mirteto. Signor sindaco, vada a vedere: ce sono decine di urne in attesa di una sistemazione definitiva e decorosa dovuta ai nostri morti. In una situazione di emergenza come pare sia questa, cimiteri senza posti, la rigida applicazione dei regolamenti appare surreale. Aggiungiamo un'altra chicca che ci è stata esposta in questo nostro peregrinare da un ufficio all'altro, da un cimitero all'altro: e se tenessimo l'urna in casa fino a quando non ci saranno i posti promessi al cimitero? Signor sindaco, non si può fare perchè, ci è stato spiegato, in tal caso perderemmo l'opzione per entrare in graduatoria per avere un posto per nostro padre. Può capire dunque e certamente comprendere il nostro stato d'animo e quello della nostra famiglia. E chiediamo un suo intervento: in attesa, speriamo presto, di avere nuovi posti al cimitero, si modifichino temporaneamente certe regole e si usi più attenzione verso il dolore e il bisogno di pace delle famiglie colpite dal lutto».
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