Sicurezza
«Marmo, limitiamo le quantità estratte e lavoriamole qui»
MASSA. Trovare un equilibrio tra estrazione del marmo e difesa ambientale. La Cisl non è affatto sorpresa, anzi, della decisione della giunta regionale in merito al nuovo piano paesaggistico che...
MASSA. Trovare un equilibrio tra estrazione del marmo e difesa ambientale. La Cisl non è affatto sorpresa, anzi, della decisione della giunta regionale in merito al nuovo piano paesaggistico che limiterà drasticamente l’escavazione del marmo all’interno del Parco delle Apuane.
«Lo avevamo ampiamente anticipato con interventi specifici in materia, negli ultimi anni, confermati dal deliberato congressuale confederale della Cisl apuana a Marina di Carrara lo scorso anno, tenutosi alla IMM», ricorda il segretario provinciale Andrea Figaia. «Sindacalmente confermammo la nostra valutazione che già era stata esplicitata nel Distretto lapideo e cioè l'obbligo di lavorare in loco una parte almeno dell'escavato, un marchio di qualità che imponga la lavorazione in loco, un introito congruo e ragionevole per le autonomie locali derivante dall'escavazione e dal trasporto del marmo».
C’è poi la questione delle problematiche ambientali: a questo proposito, «ribadimmo e ribadiamo - dice Fiagaia - che una simile attività, conseguenza diretta dell'uso di beni naturali e 'naturalmente' pubblici cioè della comunità locale, deve essere assoggettata a rigide valutazioni di ordine geologico ( vedi lavorazioni in galleria)ma anche contingentata in modo da permettere una possibile compatibilità tra escavato ambiente ed occupazione. Ma il contesto evolve e le montagne 'calano'; il lavoro non aumenta, anzi ! Il lavorato – quel poco che rimane – non è da noi ( si veda la Versilia o anche il veronese – che non è in Cina... – dove si lavora il colorato ma anche il nostro bianco). La valutazione che è stata fatta in questi anni, ma anche oggi, da parte di coloro che escavano, rimane però invariata: si ritiene di poter estrarre ai fini economici tutto l'escavabile, indipendentemente da qualsiasi valutazione che non sia quella del libero mercato; ci si oppone, per quanto possibile e non tutti, al pagamento di quote di tassazione locale con ricorsi giudiziari continui e comunque con atteggiamenti che sembrano palesare una avversità concettuale al confronto. Continuando con questi atteggiamenti, direi opposti estremismi, non si riesce a trovare una sintesi ragionevole: nei giorni scorsi alcune realtà ambientaliste si sono riunite a Lucca ed hanno deliberato, fortemente sostenute da gruppi molto attivi su facebook, di iniziare una lotta per la definitiva e completa cessazione della escavazione nelle Alpi Apuane. Sostengono anche che la possibilità di contingentamenti della escavazione viene esplicitamente esclusa. Potranno sembrare appunto concetti estremi ma la dicono lunga sul fatto che simili contesti stiano prendendo campo. Siamo convinti che poi alla fine una soluzione politica si troverà».
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